Stop agli eventi per celebrare Dante. Anche a Bismantova si ferma il cantiere
Un opuscolo spiega il legame tra la Pietra e il sommo poeta. Giovanelli: «Potente il richiamo letterario nel Purgatorio»
CASTELNOVO MONTI. La situazione di emergenza a causa dell’epidemia di coronavirus ferma le commemorazioni dantesche anche a Bismantova e a Castelnovo Monti. Ma non solo: sempre a causa della situazione sanitaria si ferma anche il cantiere del’ex Eremo, la cui inaugurazione era prevista entro l’estate.
Ne dà notizia il presidente del Parco nazionale, Fausto Giovanelli, che spiega: «In questo difficilissimo 25 marzo 2020, viene rinviata ogni celebrazione della giornata nazionale dantesca, il “Dantedì”. Il Parco nazionale dell’Appennino ha sospeso anche il cantiere per il recupero dell’Eremo di Bismantova e ha rinviato l’avvio di quello per il percorso ciclopedonale perimetrale della Pietra. Merita tuttavia di essere rimarcato e ricordato anche oggi il potente richiamo letterario di Bismantova nel canto VI del Purgatorio».
Aggiunge, inoltre, Giovanelli: «È lì, nel poema che ha fondato la nostra lingua, che si trova scritto per la prima volta in italiano il nome Bismantova. È lì, nella Divina Commedia che il grande sasso di arenaria della Pietra, ora parco nazionale, viene associato all’idea del Purgatorio. Attualmente è in fase di preparazione e sarà compiutamente presentato e pubblicato contestualmente all’inaugurazione dell’Eremo, un semplice documento pieghevole rivolto ai futuri visitatori, che riassumerà i tratti essenziali della relazione letteraria e storica tra la Pietra di Bismantova, la sua citazione nel Purgatorio e i viaggi di Dante attraverso l’Appennino dalla a Lunigiana all’Emilia».
Il documento si avvale di note e contributi forniti, tra gli altri, da Clementina Santi e Giuseppe Ligabue. Esordisce citando i versi del Canto IV del Purgatorio dove si cita Bismantova: «Siamo nella seconda cantica, il Purgatorio – si legge – e il Poeta per connotare la difficoltà della salita lungo la costa ripida e rocciosa della montagna, cita alcuni luoghi noti per la loro natura impervia e scoscesa: San Leo (nei pressi di San Marino, ai tempi di Dante rupe arida e quasi inabitata), Noli (sulla Riviera Ligure, ai piedi di un monte alto e scosceso, accessibile allora solo per mare) e appunto Bismantova (la montagna di pietra dell’Appennino reggiano “nei pressi di Canossa” come scrivono alcuni commentatori antichi).
E Dante è il primo a menzionarne per iscritto il nome, come lo conosciamo oggi, nella lingua italiana. Sul piano della poesia e dell’allegoria, Dante colloca il suo viaggio nell’aldilà all’inizio della primavera, il 25 marzo dell’anno 1300, anno Santo e simbolico del primo grande Giubileo indetto da Bonifacio VIII, che comportava un pellegrinaggio a Roma per ottenere la remissione dei peccati. Sul piano biografico e storico, il passaggio di Dante a Bismantova si colloca negli anni che vanno dal 1306, dopo l’esilio da Firenze, al 1315 (quando il Poeta si trovava in Lunigiana, ospite dei Malaspina, o nel Casentino presso i Conti Guidi)».
Una relazione molto importante, quindi, quella tra il sommo Poeta e la rupe, simbolo dell’Appennino reggiano. —
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