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È morto il maresciallo Salvatore Di Marco

Andrea Mastrangelo
È morto il maresciallo Salvatore Di Marco

Storico comandante dei carabinieri del paese, si trovò ad affrontare lo spinoso caso del sequestro di Silvana Dall’Orto

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Andrea Mastrangelo

CASALGRANDE

Era uno dei simboli di Casalgrande. Salvatore Di Marco era “il maresciallo”, un simbolo delle istituzioni e dello Stato. Il maresciallo se n’è andato, si è spento a 81 anni, lasciando nel paese che amava la moglie Maria Gloria e le figlie Nadia e Letizia.

Di Marco era un siciliano di Messina, un galantuomo che vestì la divisa dei carabinieri nel 1960, in un momento in cui l’Italia stava cambiando il proprio modo di vivere. Affrontata la carriera di sottufficiale, entrò in servizio nella Compagnia di Sassuolo per poi comandare la sua prima stazione nel Piacentino. A Casalgrande approdò nel 1984 per restarvi alla guida della stazione fino al 1999, anno della pensione.

Non furono anni facili, quelli di Casalgrande, per il maresciallo Di Marco, segnati, fra il 1988 e il 1990 da un evento del quale parlò tutta l’Italia: il sequestro di una persona celebre in paese, Silvana Dall’Orto, moglie dell’imprenditore Giuseppe Zannoni.

Quel giorno – era il 19 ottobre 1988 – tutto cambiò. Il rapimento di Silvana Dall’Orto, con l’incredibile sequela di vicende che vennero a intrecciarsi, segnò la vita di tutta Casalgrande. La casa di famiglia della rapita divenne l’epicentro di una continua serie di attività di investigazione e di controllo, con una vigilanza ininterrotta sempre con l’apprensione che alla sequestrata potesse accadere il peggio. La tensione si sciolse solo la mattina del 2 maggio 1989, quando Silvana Dall’Orto ritornò nella sua casa riabbracciando il marito e le due figlie. Anche in quell’occasione c’era il maresciallo Di Marco, che fu fra i primi ad accogliere la signora, segno, con la sua divisa, che i carabinieri erano sempre stati con lei e con la sua famiglia. Resta memorabile, di quel giorno, una fotografia: il maresciallo Di Marco è sulla porta, alle sue spalle Silvana Dall’Orto mima il gesto di un bandito che le punta la pistola alla tempia. Un ricordo terribile, per l’ostaggio appena liberato, ma anche il segno che il peggio era alle spalle. —

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