Gazzetta di Reggio

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Autocertificazioni nel mirino 

Furbetti beccati dagli agenti in borghese

Ambra Prati
Furbetti beccati dagli agenti in borghese

Prima i poliziotti in uniforme controllano gli automobilisti, poi altri colleghi verificano la veridicità di quanto affermato  

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA

Una verifica “in diretta” sui reggiani che affermano di andare a fare la spesa o di visitare l’anziana mamma: subito dopo essere fermati ai posti di blocco i cittadini vengono seguiti da agenti in borghese della Squadra Mobile per accertare se hanno detto la verità. È un cambio di passo notevole, quello voluto dal questore Giuseppe Ferrari sui controlli sui ridotti spostamenti per il contagio Covid-19, per evitare che i reggiani possano circolare approfittando delle tre ragioni giustificative (lavoro, salute, reale necessità). Oltre alla montagna di autocertificazioni, che per forza di cose saranno esaminate in un secondo tempo, quando l’emergenza sanitaria sarà passata, da due settimane il controllo è diventato immediato e a campione grazie a due pattuglie della Squadra Mobile che ogni giorno sono dedicate a questa attività.

E difatti è scattata una prima doppia denuncia, per inosservanza del decreto di pubblica sicurezza e per falsa attestazione a pubblico ufficiale, a carico di un 25enne che insieme a tre coetanei ha dichiarato di essere diretto in un supermercato, salvo poi tirare dritto e dirigersi verso Modena. La macchina dei quattro è stata bloccata sulla via Emilia a Bagno, dove i poliziotti sotto copertura hanno intimato l’alt. Il conducente, colto in fallo, non ha saputo fornire una motivazione al viaggio, peraltro superflua, e perciò è stato denunciato per il doppio reato.

Doppia verifica sul campo anche martedì scorso, quando a un posto di blocco eseguito in viale Timavo dai poliziotti in divisa sono stati fermati due conducenti, un uomo e una donna: entrambi hanno motivato il loro percorso e, pedinati dai colleghi in borghese, si sono diretti esattamente nella meta indicata nel modulo firmato; per loro non c’è stata alcuna conseguenza e hanno proseguito le commissioni senza nemmeno essersi accorti del controllo aggiuntivo.

Da notare che le maxi multe (fino a 3mila euro) ventilate dal Governo non sono ancora entrate in vigore, tuttavia la falsa attestazione prevede pure l’arresto da uno a sei anni, a seconda della valutazione del giudice.

Altri poliziotti in borghese si sono concentrati sui parchi e nelle aree pubbliche con appostamenti prolungati, che hanno consentito di individuare alcuni comportamenti illegali come gli assembramenti. Inutili le scuse avanzate dai trasgressori (“ero appena arrivato”, “stavo passando per andare a fare acquisti”, ecc): pure loro sono state inutili: anche costoro sono stati identificati e denunciati. L’attività proseguirà nelle prossime settimane. —

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