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«Ho 50mila pezzi pronti per la vendita e sono già arrivate numerose richieste»

Roberto Fontanili
«Ho 50mila pezzi pronti per la vendita e sono già arrivate numerose richieste»

Cristiano Casini titolare di “Maglierie Cristina”  a Caselline di Albinea ha riconvertito l’attività 

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L’INTERVISTA

Roberto Fontanili

Le prime 10mila mascherine per la protezione individuale da coronavirus in cotone, già sanificate e rese idrorepellenti sono già pronte, in attesa di essere spedite. Manca solo l’autorizzazione dell’Inail, che dovrebbe arrivare entro il fine settimana per poterle commercializzare. Rispetto alle 10mila mascherine già pronte, a pieno regime la produzione arriverà a 50mila pezzi alla settimana. La decisione di Cristiano Casini titolare di “Maglierie Cristina” di Caselline di Albinea di riconvertire la produzione è stata rapida e immediata per rispondere, spiega, «a un bisogno della popolazione e a una richiesta di mercato crescente». Per farlo Casini ha attivato e riconvertito la produzione della filiera produttiva che normalmente viene utilizzata per produrre maglieria per i grandi marchi della moda italiana, come Giorgio Armani e non solo. Per realizzare la propria idea si è fatto affiancare dal “Maglificio Ferrarini” di Albinea, che dispone delle macchine da maglieria elettroniche e da laboratori in grado di sanificare, rendere idrorepellente il prodotto e confezionare ogni singola mascherina. Una filiera composta da una ventina di unità pronte a partire non appena l’Inail darà l’autorizzazione e assegnerà il numero che dovrà comparire su ogni mascherina per essere conforme alla legge. «Oggi (ieri per chi legge, ndr ) – spiega Casini – sto producendo a mio rischio e sono già esposto di qualche decina di migliaia di euro. Così come molti produttori che sono già pronti a immettere sul mercato questi dispositivi». Nel frattempo a Casini sono già arrivate anche richieste da aziende, ma deve attendere. «Ho avuto contatti – prosegue – con il Comune di Albinea anche se gli enti locali per poter fare acquisti devono emettere bandi, mentre le aziende private sono già pronte». Per quanto riguarda la richiesta di autorizzazione «ci siamo rivolti a un’agenzia specializzata perché ad oggi non ci sono linee guida e bisogna autocertificare la propria produzione. Manca solo l’autorizzazione e poi ogni mascherina dovrà essere numerata e confezionata». L’idea è venuta «vedendo la grande richiesta di questo prodotto e cercando di utilizzare quello che già conosciamo utilizzando al meglio quello che già sapevamo fare prima. Ora c’è solo bisogno di tempi rapidi per iniziare la produzione a pieno regime». —



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