Il MaMiMò in scena con Coriolano
Lo spettacolo del 2016 si ispira all'ultima tragedia di Shakespeare, la più politica, la meno rappresentata. Curiosi? Buona visione!
REGGIO EMILIA. Continua la stagione teatrale on demand del MaMiMò. La compagnia del Teatro Piccolo Orologio ha deciso di pubblicare gli spettacoli andati in scena negli anni passati: un bellissimo "segnale di vita" per opporsi alla paura, alla tristezza e alla solitudine di questo periodo.
Oggi, va in scena (si fa per dire) "Coriolano", pièce del 2016.
Lo spettacolo si ispira all’ultima tragedia di Shakespeare, datata 1607, l’opera più politica e una delle meno rappresentate del Bardo. Nel 1957 Giorgio Strehler ne fece una mastodontica messinscena al Piccolo Teatro; una perfetta macchina metaforica sul potere, tra i temi più cari al drammaturgo inglese.
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L’adattamento del testo per questa produzione mira a evidenziare questa tematica e a sottolineare il legame con il presente. La tragica vicenda personale del generale Caio Marzio, detto Coriolano da Corioli, città dei Volsci dai lui espugnata, è infatti indissolubilmente legata al destino di Roma, una città in espansione in cui le istituzioni democratiche sono ancora fragili e nuove forze popolari si affacciano sulla scena politica.
Coriolano, allevato e cresciuto in una gens romana, secondo i valori tradizionali nella guerra e per la guerra, è campione assoluto in battaglia, le sue imprese vittoriose contro i Volsci, una volta rientrato a Roma, lo rendono il candidato ideale per la carica di console.
Coriolano però è un conservatore, disprezza il popolo che accusa di codardia ed è apertamente ostile ai tribuni i nuovi magistrati eletti in rappresentanza delle istanze popolari. L’intransigenza di Coriolano, il suo senso di assoluto, entra in conflitto con le esigenze di mediazione della politica, i tribuni riescono a capovolgere l’esito dell’elezione e a esiliare Coriolano, condannandolo come nemico del popolo.
Coriolano, tradito da Roma, tradirà a sua volta alleandosi con il suo nemico Tullo Aufidio, il capo dei Volsci e marciando contro Roma per cingerla d’assedio e punirla della sua irriconoscenza. Soltanto l’ambasceria guidata dalla madre Volumnia convincerà il guerriero a firmare la pace e salvare Roma dalla distruzione. Tornato dai Volsci troverà la morte verrà ucciso per l’invidia di Aufidio e perché riconosciuto traditore dell’alleanza.
Se volete vedere lo spettacolo integrale cliccate QUI!
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