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Coda di freddo 

Il termometro in picchiata fa strage di fiori e piante

Luciano Salsi
Il termometro in picchiata fa strage di fiori e piante

Antenore Cervi (Cia): «Si teme una contrazione del 50% per gli alberi da frutta» Oggi prevista ancora neve in Appennino, domani il rialzo termico porterà pioggia 

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REGGIO EMILIA

Non bastava il virus. Ora ci si mette anche il gelo a bastonare l'Italia o perlomeno la nostra regione. Da lunedì la preannunciata irruzione di impetuosi venti nordorientali ha fatto scendere il termometro in picchiata, prima in alta quota, fino a meno 13,5 gradi sul monte Cusna, poi sempre più giù fino alla pianura. Di conseguenza è stata fatta strage dei fiori sbocciati anticipatamente sugli alberi da frutta e giunti quasi alla legatura per la straordinaria mitezza della temperatura nei primi mesi dell'anno.

La settimana scorsa eravamo arrivati a 18-20 gradi positivi. Nella notte fra lunedì e martedì tutta la provincia è precipitata sotto lo zero. Nella Bassa si sono toccati in aperta campagna i meno 5. Poi durante il giorno il termometro è risalito e ieri, malgrado il permanere delle folate di aria boreale, è rimasto sotto lo zero soltanto sui rilievi.

La neve, che era sostanzialmente mancata durante l'inverno, è caduta l'altra notte solo in prossimità del crinale, imbiancando le stazioni sciistiche e le cime sovrastanti. Ormai, però, la gelata tardiva aveva causato i suoi effetti funesti.

«È ancora presto – riferisce Antenore Cervi, presidente provinciale della Confederazione italiana agricoltori – per valutare i danni, ma temiamo una contrazione del cinquanta per cento sulla produzione delle piante da frutta. La fioritura, infatti, era in fase avanzata e vicina alla legatura. L'ha danneggiata non soltanto la crudezza del gelo, ma anche la sua durata dalle otto di sera fino alle prime ore del mattino. Le conseguenze più pesanti le hanno subite le consistenti coltivazioni di pero concentrate nella pianura reggiana al confine con il modenese, dove sono state altrettanto colpite le piccole aziende che producono albicocche, susine, pesche e ciliegie. Si è verificata una ecatombe di peschi e ciliegi nelle zone frutticole della Romagna e della provincia di Modena».

I danni del gelo si aggiungono a quelli cospicui causati dalla cimice asiatica. Non è indenne la mielicoltura: «Anche l'acacia – spiega Cervi – era abbondantemente fiorita. Sembra invece che la vite sia rimasta per fortuna illesa, poichè la sua fioritura non era ancora incominciata. Gli agricoltori sono assicurati, ma gli indennizzi coprono i prezzi all'ingrosso e sono diminuiti dalle franchigie. Sono sempre più frequenti, purtroppo, gli eventi atmosferici estremi come queste gelate tardive».

Per oggi l'Arpa e Reggio Emilia Meteo prevedono precipitazioni nevose sui rilievi e miste a pioggia in pianura. La coltre bianca potrebbe arrivare anche fino a 15 centimetri sull'alto Appennino, a 10 sul medio e a due centimetri nella pedecollina. Domani invece il rialzo termico dovrebbe fare prevalere ovunque la pioggia. —

Luciano Salsi

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