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Lavori nel bosco tutti sospesi per l’emergenza Covid-19

Adriano Arati

Lo ha stabilito l’ultimo decreto. Ok solo per gli interventi necessari alla sicurezza Il taglio per le proprie stufe e camini possibile solo se i terreni sono vicini a casa

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CASTELNOVO MONTI

Tutti i lavori nel bosco sospesi per l’emergenza. Si ferma anche l’attività di taglio legna e movimenti agricoli nei boschi dell’Appennino, dove sino ad ora era ancora possibile effettuare operazioni di taglio degli alberi.

IL DECRETO

In un inizio di 2020 particolarmente mite, senza questioni di neve, diversi addetti avevano iniziato a ripulire e a tagliare tronchi. Adesso l’interruzione, figlia dell’ultimo decreto governativo, quello che limita le attività produttive considerate non essenziali. Oltre che la questione dei contatti ravvicinati, in alcune manovre manuali inevitabili, vi è poi è un tema di sicurezza, e di possibili difficoltà dei soccorsi medici in caso in incidenti o incendi. Buona parte della macchina sanitaria è già concentrata sull’allerta virus, e le restanti risorse vengono ove possibile centellinate.

Da lunedì a oggi è stato possibile effettuare solamente lavori necessari alla chiusura dei cantieri, escludendo quindi i nuovi tagli ad eccezione «di quelli necessari per mettere in sicurezza l’area del cantiere e quelli riferiti a piante instabili e pericolose per la circolazione o l’incolumità delle persone», come precisa l’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano annunciando la sospensione. Il 25 marzo era però l’ultimo giorno utile, dalla giornata odierna rimane possibile il taglio boschivo solamente per autoconsumo, per alimentare le proprie stufe e i propri camini. Anche qui vi sono dei limiti: i proprietari di piante potranno andare nei loro terreni con alberi solo se non siano necessari spostamenti significativi dalla propria casa.

GLI INTERVENTI CONSENTITI

Inoltre, non si potranno usare «automezzi e macchine operatrici per lo spostamento delle persone e per il trasporto del legname». In pratica, solo piccole quantità. Una risorsa comunque potenzialmente utile, con il brusco ritorno del freddo.

Già dal 20 marzo, poi, non era possibile più bruciare materiale di scarto dei lavori forestali e agricoli. Gli unici interventi che in questa fase sono consentiti sono quelli nei cantieri per la sistemazione idraulico-forestale, la difesa del suolo, la prevenzione del dissesto e la cura della viabilità boschiva considerati di pubblica utilità. Il committente dovrà però rilasciare all’impresa incaricata dichiarazione in cui si attesta l’urgenza e indifferibilità dell’opera, ad esempio per emergenze idriche o presenza di punti pericolanti che possano mettere a rischio l’incolumità delle persone. —

Adriano Arati

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