«Nella cantina distrutta 500mila bottiglie di vino»
All’agriturismo “Le Barbaterre” è l’ora della conta dei danni dopo l’incendio «Bisogna vedere se sono compromesse. Ce la metteremo tutta per ripartire»
Elisa Pederzoli
QUATTRO CASTELLA
Il giorno dopo l’incendio che ha devastato la cantina delle “Barbaterre”, è l’ora della conta dei danni. Che purtroppo sono stati particolarmente ingenti, per il bell’agriturismo sulle colline tra Salvarano e Bergonzano. «Ma ce la metteremo tutta», trova la forza di dire Maria Grazia Lugo, titolare con il marito del locale di via Cavour.
«Ora abbiamo fatto venire il perito, come richiesto dal Comune, per far valutare la stabilità del resto della struttura – spiega –. Mentre, per quanto riguarda la cantina, bisogna capire in che modo sono state danneggiate le bottiglie, ma ancora non possiamo entrare per le verifiche».
Le fiamme sono divampate verso le 11 di martedì 24 marzo. Maria Grazia era in ufficio, nell’altra ala dell’agriturismo rispetto a quella in cui è scoppiato l’incendio. Le fiamme sono partite dal tetto: per questo, la prima ipotesi è che l’incendio possa aver trovato origine nell’impianto fotovoltaico. Ma questo lo accerteranno in seguito le perizie.
Di fatto, il marito della donna si è accorto del fuoco: lo ha visto mentre si trovava nella vigna e subito si è attivato. «È riuscito a portare fuori tutti i mezzi con le ruote, ma tutto il resto purtroppo è andato perduto. Le botti di acciaio si sono deformate e tutto il resto delle attrezzature, gli impianti di raffreddamento sono andati, tutto è colato», racconta ancora la donna.
Le fiamme, infatti, hanno avuto presa facile sulla copertura di legno, che è bruciata prima di collassare su tutto il resto. La grande incognita restano le bottiglie. «Ci sono almeno 500mila bottiglie. L’annata 2019, che era quella più in alto, è sicuramente andata, così come l’ufficio e il laboratorio analisi. Nella parte più interna ci sono le altre annate, anche 2010, 2012, perché facciamo affinamento con metodo classico che dura diversi anni. Le bottiglie devono rimanere al buio, a temperatura costante. E non sappiamo se sono state compromesse. Ci sono periti e consulenti che interpelleremo per avere delle risposte». spiega ancora.
Anche l’agriturismo “Le Barbaterre” in questo periodo era chiuso per l’emergenza Coronavirus. «In cantina eravamo fermi, anche perché è difficile trovare personale e materiali, le esportazioni sono ferme – racconta ancora la titolare –. Stavamo pensando a come fare per essere pronti una volta che si possa ripartire. Ora è capitato anche questo, e bisognerà che la cantina sia pronta per la nuova produzione di agosto. Non sappiamo se riusciremo a esserlo, ma ce la metteremo tutta», assicura.
La buona notizia è che la parte di edificio che ospita l’agriturismo è salva.
«Ne verremo fuori», è convinta Maria Grazia Lugo che, originaria di Verona, ha scelto queste colline per il suo locale perché affascinata dalla tranquillità di questi paesaggi a pochi minuti dalla città. —
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