Nonostante l’emergenza Covid-19 il numero dei decessi è gestibile
Lanfranco De Franco, assessore all’Anagrafe e allo Stato Civile fa il punto sull’impianto che funzionerà a pieno regime dal primo aprile
L’INTERVISTA
L’impianto di cremazione del cimitero di Coviolo non accoglie, in questi giorni, le bare che la città di Bergamo, epicentro dell’epidemia, è costretta ad affidare a convogli di camion militari per essere trasportate in Emilia per l’incinerimento. L’emergenza coronavirus, infatti, è coincisa con lavori di manutenzione dell’impianto a carico del Comune e con la fase finale della gara per la sua gestione nei prossimi 48 mesi. Esso peraltro non sarebbe in grado di accogliere un numero di feretri molto superiore a quelli che ordinariamente vi convergono dal territorio della nostra provincia, essendo dotato di due soli forni: uno di essi è vetusto e non potendo bruciare che tre salme al giorno, viene di solito tenuto di riserva, mentre il forno nuovo arriva a cremarne sei.
La loro periodica manutenzione spetta al Comune. La ditta bolognese vincitrice della gara d'appalto dovrà farli funzionare al meglio dal primo aprile, quando il suo incarico avrà inizio. Intanto il loro utilizzo continua senza che si registrino criticità.
Nonostante l’epidemia, infatti, il numero dei decessi nel comune di Reggio non ha subito un'impennata ed appare gestibile senza difficoltà. Lunedì scorso l’ufficiale di Stato civile ha ricevuto diciannove dichiarazioni di morte relative a sabato e domenica. Sabato ne sono arrivate dieci per il giorno precedente e altrettante venerdì.
«Si tratta – spiega Lanfranco De Franco, assessore all’Anagrafe e allo Stato civile – di un numero in linea con il pregresso storico. Non c’è problema per quella parte delle salme destinata alla cremazione».
Ciò non toglie che in passato l’impianto crematorio si sia dimostrato carente.
Le lunghe attese inducevano talora i familiari a trasportare i feretri nelle città vicine o anche più lontano per servirsi di impianti più moderni e veloci. «Non escludo – ammette De Franco – che anche in questi giorni di passaggio dalla vecchia alla nuova gestione qualche salma sia stata inviata altrove. Tuttavia la recente manutenzione ha comportato un rallentamento, non l'interruzione del servizio». —
L.s.
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