Consiglio comunale da remoto costerà 60 euro ogni ora
È fissato per il 30 e 31 marzo e si sta individuando una piattaforma in grado di fare interagire i consiglieri e garantire la diretta streeming
REGGIO EMILIA
È cambiato profondamente anche il modo di lavorare della Giunta, le cui riunioni avvengono da remoto. Lo stesso avverrà anche per quanto riguarda il prossimo consiglio comunale convocato per il 30 e il 31 marzo per discutere il bilancio preventivo 2020. Una modalità che l’opposizione ha contestato da subito e lo ha ribadito anche nel corso delle riunioni dei capigruppo che si è svolta da remoto martedì scorso. Ma nel frattempo la convocazione del consiglio per il 30 e 31 marzo è arrivata. Il presidente del consiglio comunale Matteo Iori sta già lavorando per individuare una piattaforma di video conferenze capace di far interagire tutti i consiglieri nel corso del dibattito e che costerà 60 euro l’ora. Inoltre dovrà essere assicurata ai cittadini la possibilità di seguire in streaming i lavori in sala Tricolore.
«Confermo – dice Matteo Iori – la convocazione del consiglio comunale per il 30 e 31 marzo. I gruppi di minoranza anche nella riunione dei capigruppo hanno chiesto di nuovo lo spostamento in aprile del consiglio, come è peraltro previsto anche per decreto. Ma come maggioranza abbiamo pensato che sia necessario approvare il bilancio preventivo subito per evitare che il Comune debba procedere per dodicesimi». Una eventualità che sindaco e maggioranza vogliono scongiurare perché, aggiunge il presidente «significherebbe poter spendere solo mese per mese, senza poter fare le gare per servizi da attivare o in scadenza o prevedere studi di fattibilità e le aperture di nuovi cantieri. Le opere pubbliche sono precedute da bandi di gara che partono mesi prima e il non farli significherebbe ritrovarci impreparati nel momento in cui si tornerà alla normalità». Due i compiti che si è assunto il presidente Matteo Iori per garantire i diritti delle minoranze. «Che tutti i 32 consiglieri di maggioranza e opposizione – spiega – possano partecipare, possano presentare ordini del giorno nel corso del dibattito e avere un confronto e uno scambio di opinioni tra loro. Inoltre sarà assicurata la possibilità di votazioni on line. In pratica va garantito tutto ciò che accade normalmente in Sala Tricolore ma da remoto attraverso questo software di una società esterna che stiamo già testando in questi giorni. Infine dovremo assicurare ai cittadini la possibilità di seguire in streaming i lavori del consiglio».
Da ultimo i costi da sostenere per questa innovazione. «Il costo della seduta è di 60 euro l’ora e abbiamo previsto una decina di ore di collegamento. Ma vorrei aggiungere – conclude Matteo Iori – che quello che approveremo sarà uno schema di bilancio che in giugno o a luglio potrà essere modificato. Capisco la minoranza. Anch’io avrei preferito un consiglio comunale in Sala Tricolore, ma in questa fase non dobbiamo pensare all’ottimo, ma al possibile». —
R.F.
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