Gazzetta di Reggio

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Crinale innevato a primavera dopo un inverno di vana attesa

Luca Tondelli
Crinale innevato a primavera dopo un inverno di vana attesa

Ieri i fiocchi sono caduti anche a quote più basse Una beffa per gli impianti che non possono aprire

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Ventasso

È stata attesa, invocata e auspicata per tutto l’inverno. E ne era caduta veramente poca. Ora arriva a inizio primavera, ma per gli operatori delle stazioni sciistiche appenniniche è inutile, perchè non si può aprire a causa delle limitazioni per il Coronavirus. Ma va detto che ieri la neve, caduta per il secondo giorno fino a basse quote, con accumuli non troppo consistenti fino al Crinale, ha regalato panorami bellissimi, che ovviamente vista la situazione di questi giorni possono essere visti solo dalle finestre di casa, magari scattando qualche foto da condividere sui social.

Sulle strade più alte della provincia, anche se ovviamente il traffico in questi giorni è quasi azzerato, sono entrati in funzione gli spartineve, per garantire la possibilità di muoversi per le esigenze essenziali previste anche dai decreti del Presidente del Consiglio: lavorative, sanitarie, per fare la spesa e per motivi urgenti. Non si sono registrati problemi di viabilità anche perchè gli accumuli sono stati piuttosto contenuti e graduali, anche se ha continuato a nevicare per diverse ore. Si è forse trattato della nevicata più diffusa, fino a quote basse, di questa stagione che rimarrà negli annali non solo per l’emergenza Coronavirus, ma anche per le anomalie climatiche: fino a pochi giorni fa si registravano temperature anche superiori ai 20 gradi.

Un quadro sconsolante, si diceva, per gli operatori turistici che puntano su sci, scialpinismo, escursionismo sulla neve con le ciaspole o a piedi, e che quest’inverno hanno dovuto alzare bandiera bianca. Così ha commentato Marco Giannarelli, della società TurismoAppennino che gestisce gli impianti di Cerreto: «La neve è sempre bella, anche se il Cerreto in questo periodo è assolutamente deserto. Ma è giusto così, dobbiamo stare tutti a casa per questa emergenza».

Per chi vive in montagna, l’arrivo della neve è solitamente un momento di fervente attività: si liberano i passaggi davanti ai negozi e alle attività per consentirne il regolare svolgimento, c’è chi si occupa di liberare i marciapiedi per poter camminare, e spesso si registrano problemi di viabilità, a causa del fondo scivoloso aggiunto all’abituale traffico. Ma in questi giorni, la neve è diventata solo uno spettacolo della natura: con l’emergenza sanitaria in atto non si può uscire di casa, le attività aperte sono poche, il traffico è quasi inesistente.

Un aspetto però non è cambiato: per le famiglie che hanno la fortuna di avere un giardino o un cortile, la neve resta un grande divertimento per i bambini. Che in tanti ieri si sono “bardati” con cappelli, sciarpe e giacche pesanti, e si sono “tuffati” nella neve, a lanciare le classiche palle, o a fare dei pupazzi. Almeno questo, al tempo del virus, resta possibile. —

Luca Tondelli

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