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In municipio solo il 15% dei dipendenti Lo smart working si fa a rotazione

Roberto Fontanili
In municipio solo il 15% dei dipendenti Lo smart working si fa a rotazione

Chi lavora nel settore scuola e cultura è in ferie o gode di permessi e c’è chi fa ricorso alle agevolazione della Legge 104

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA

Corridoi deserti e una sola persona per stanza. È questo lo scenario che si presenta a chi entra in Municipio in questi giorni, senza persone in perenne movimento negli uffici e nei corridoi. La presenza dei dipendenti è ridotta al mimino e mediamente, a rotazione, la presenza è pari al 15% dei 1.600 dipendenti comunali, Polizia Municipale compresa che lavora a pieno regime. «È inevitabile un rallentamento, il motore macchina comunale in questa fase è acceso ma gira a basso regime e si privilegia lo smart working», sintetizza l’assessore al Personale e alla Legalità Nicola Tria al termine della riunione di Giunta che si tiene come ormai di consueto da remoto. Chi dal proprio ufficio in Municipio, chi da casa, senza mai incrociare i colleghi. Salvo il sindaco Luca Vecchi che invece presidia quotidianamente il proprio ufficio.

Il Comune è quasi un deserto con molti dipendenti che sono in ferie o in permesso e molti altri che lavorano da casa, compresi i dirigenti che salvo rari casi e per esigenze particolari svolgono anch’essi il proprio lavoro da remoto facendo ricorso al lavoro agile. Il quadro delle presenze quotidiane in questa fase vede i 580 dipendenti del settore scuola in ferie e lo stesso per i 90 dipendenti del settore cultura. Altre 400-450 unità a rotazione sono in ferie o godono di permessi e congedi parentali o fanno ricorso alle agevolazioni consentite dalla Legge 104. Infine dalle 270 alle 300 unità utilizzano la modalità di lavoro smart working. Una possibilità a cui molti dipendenti fanno ricorso con una rotazione quotidiana. Di questi 200 lavorano dal proprio domicilio e tra loro tutti i dirigenti comunali e dei diversi settori che hanno la possibilità di utilizzare il server comunale che consente loro di avere accesso a tutti i dati, documenti, atti e sono abilitati all’ utilizzo della firma elettronica. In sostanza sono operativi a tutti gli effetti. Altre 70-100 unità lavorative invece hanno un accesso limitato agli atti e possono svolgere solo alcune funzioni utilizzando intranet, ma non possono accedere a documenti da remoto. Si tratta nella maggioranza dei casi dei dipendenti che operano nel settore amministrativo, finanziario e lavori pubblici. Questa distinzione è dovuta al fatto, spiegano dal Comune, che «il limite di accessi che il server è in grado di supportare è oggi di 200 unità, mentre prima dell’emergenza il limite era di 50 unità». «Infine va ricordato – conclude Nicola Tria – che tutti i servizi comunali essenziali sono attivi salvo Scuola e Cultura, ma che in ogni caso si lavora su appuntamento o dove possibile facendo ricorso all’informatizzazione». —

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