Addio a Germano Musi il maestro delle meridiane
Aveva 84 anni. Scrisse episodi della sua vita parafrasando i versi di Dante in rima Le opere frutto della sua attività di gnomonista abbelliscono molte scuole
CANOSSA
Canossa piange Germano Musi. Artista poliedrico, molto conosciuto, Musi aveva 84 anni, era ammalato da tempo: il decesso per malore giovedì mattina nella sua abitazione in via Vico.
Dotato di grande creatività, Musi è stato scrittore, poeta, pittore, scultore, cantante, creatore, sceneggiatore, attore e regista delle Ribalte Paesane e animatore del teatro di Canossa. La vita di Musi è stata caratterizzata da un grande amore per il suo paese.
LA STORIA
Nato da una famiglia umile, il papà era fabbro, la mamma cestaia, il piccolo Germano pianse quando seppe che dopo la quinta elementare non avrebbe potuto continuare a studiare. Divenne poi un provetto muratore e uno fra i primi lavori che fece nel 1948 fu la ricostruzione del ponte di Canossa distrutto dai bombardamenti. L’amore per il teatro, e la cultura gli venne dal padre, Dante Musi, uno dei fondatori del teatro di Canossa.
«Mio padre non andava mai al bar – ricorda la figlia Marta – passava le sere a leggere libri e a scrivere. Aveva una grande passione per la Divina Commedia e per 40 anni ha trascritto tutti gli episodi della sua vita e della vita parafrasando i versi danteschi in rima baciata. Lo scorso anno ho deciso di fargli un bel regalo e ho fatto pubblicare tutti i suoi versi che raccontano anche episodi storici del paese nel libro “Le Commedie del Vino”».
Il libro è stato presentato lo scorso anno ed è ancora in vendita nelle edicole della Val d’Enza. Musi ha raccolto centinaia di edizioni della Divina Commedia e una copia gli farà compagnia nel suo ultimo viaggio come da suo desiderio.
Ma la sua fama gli è derivata soprattutto dalla sua attività di gnomonista. Oltre cento le bellissime meridiane che ha realizzato in provincia di Reggio, ma anche di Parma, Mantova e Piacenza. A ogni meridiana dedicava un motto che ricordava il cognome del proprietario, e una poesia. Un motto sempre positivo. «Quando realizzava una meridiana mio padre era felice come se gli fosse nata una figlia e appena veniva a casa era così ispirato che doveva scrivere una poesia dedicata alla nuova meridiana» racconta la figli. Bellissima la meridiana sul molino di Montecchio con il motto “Mentre al sol segno il cammino, fo la guardia anche al mulino”.
LE OPERE
Tante le meridiane realizzate anche per le scuole materne della nostra provincia come la scuola materna statale “L’albero delle farfalle” di Montecavolo con il motto “Nati a formar l’angelica stella” frase tratta dal Purgatorio di Dante. L’inaugurazione della meridiana dedicata alla scuola materna statale Papa Giovanni XXIII di San Polo fu ripresa dalla Rai.
In tante scuole Musi veniva chiamato per tenere una lezione di gnomonica, lezioni molto apprezzate dagli allievi che in pullman andavano a vedere le sue meridiane. Tutte le sue meridiane sono raccolte nel libro “Cento e più estasi siderali”.
Musi ha scritto una decina di libri in collaborazione con Stella Mei , che propone di dedicare a Germano Musi l’intitolazione del teatro di Ciano: «Musi ha contribuito anche alla rinascita del teatro e si merita questo riconoscimento». Musi è stato consigliere comunale e responsabile dell’Anpi di Canossa. Diceva sempre: «Se fossi stato più vecchio, avrei combattuto anch’io con i partigiani». Suoi sono i monumenti ai partigiani di Vetto e di Buvolo.
Amava definirsi “polemista”, in realtà era molto partecipe alla vita del paese, e fra le varie battaglie anche quella contro l’abbattimento del vecchio monumento ai Caduti di Ciano da sostituire con un’opera stilizzata: raccolse le firme in tutto il paese e il monumento rimase al suo posto.
Musi lascia la moglie Pina e i figli Miguel e Marta. I funerali si svolgeranno sabato alle 14.30 in forma privata. I vicini della borgata che non potranno partecipare al funerale, gli renderanno omaggio mettendo un impianto alla finestra per suonare “Romagna mia”, una delle canzoni che aveva chiesto lo stesso Musi per la banda che avrebbe voluto al suo corteo. —
Daniela Salati
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