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Denunciati 600 furbetti giro di vite con le sanzioni

Denunciati 600 furbetti giro di vite con le sanzioni

Troppi comportamenti sbagliati da quando è scattato l’allarme-Coronavirus Dai balconi e dalle finestre è anche caccia all’untore che transita a piedi in strada

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA

Denunce a raffica e caccia all’untore: due facce della stessa medaglia.

Perché nella nostra provincia sono circa seicento – sinora – i furbetti o incoscienti che hanno sul groppone una denuncia. Il dato piuttosto consistente è il risultato dei controlli stringenti fatti dalle forze di polizia da quando è scattato l’allarme-Coronavirus. Tutto ciò a tutela della salute di tutti. E fa pensare quello che ha dichiarato a SkyTg24 il capo della polizia, cioè Franco Gabrielli: «Ci sono le straordinarie persone che combattono negli ospedali, poi c’è un’altra battaglia che vede impegnati i nostri uomini, quella di spezzare la catena del contagio perseguendo i furbi, chi con comportamenti sbagliati introduce un vulnus al sistema che può vanificare gli sforzi che si stanno facendo».

Ma in atto c’è pure una sorta di “fai da te” a livello di vigilanza: sul web, infatti, non mancano i racconti di persone che, individuate in giro a piedi, sono state energicamente invitate (eufemismo) a tornarsene a casa da chi era affacciato a finestre o balconi. La paura da contagio è tanta, da qui i toni aggressivi verso chi transita per strada in questi giorni di isolamento.

Alla luce dell’ultimo decreto (battezzato Lockdown Italia) sono cambiate le sanzioni per gli spostamenti ingiustificati o in caso si violi la quarantena. Non è infatti più applicabile quanto previsto dall’articolo 650 del codice penale (fino a 3 mesi di reclusione e 206 di ammenda). Il testo del decreto prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro. Inoltre se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.

E chi ha sgarrato in precedenza? L’atto governativo prevede espressamente che tutte le persone denunciate fino al 25 marzo per aver violato il divieto di spostamento dovranno pagare subito una multa di circa 200 euro e la vecchia pena (cioè quella dell’articolo 650 codice penale) viene automaticamente estinta. La somma è ridotta del 30% se il pagamento è effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notificazione. Questo “sconto” vale sino al 31 maggio.

Pugno duro per chi è in quarantena perchè affetto da Coronavirus (positivo al tampone) e si è volontariamente allontanato dalla propria abitazione: è punito con la pena prevista dall’articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale cioè la reclusione da uno a cinque anni. Salvo che il fatto costituisca un reato colposo contro la salute pubblica punito dall’articolo 452 del codice penale con la reclusione fino a 12 anni.

Per il mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Inoltre in caso di recidiva la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima. Fra l’altro l’ultimo decreto lascia ai presidenti delle Regioni il potere, in casi particolarmente gravi, di adottare misure più severe di quelle nazionali. E in questo clima teso si è anche innestato il continuo cambio del modello di autocertificazione per circolare. Ma non poteva accadere diversamente, perché il documento andava aggiornato con le ultime normative e il Viminale ha diffuso il nuovo modello. —

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