Guastalla, è morto Oscar Ghidini: pittore e massaggiatore dei campioni
Aveva 84 anni. Dopo un infortunio domestico decide di frequentare un corso tenuto dal masseur di Fausto Coppi. Da lì la carriera con i big dello sport mondiale
GUASTALLA Addio a Oscar Ghidini, pittore e massaggiatore dei campioni. Aveva 84 anni. Si è spento ieri pomeriggio. I funerali, in base alle restrizioni attuali, si svolgeranno probabilmente lunedì mattina.
Figlio di mezzadri, Oscar era nato a Novellara il 17 aprile 1935, ma dopo pochi mesi era già “in viaggio” con la famiglia verso l’azienda agricola Codestiera, a San Martino di Guastalla. Proprio lì una brutta caduta dalla scala a chiocciola che portava in granaio gli cambierà la vita: l’incidente al femore viene sottostimato dai medici, e per lui è l’inizio di un calvario.
Rimane invalido alla gamba sinistra e solo 3 operazioni all’ospedale Rizzoli di Bologna gli eviteranno di finire su una carrozzina. E già diciottenne e nelle lunghe degenze all’ospedale bolognese verrà incoraggiato dall’aiuto primario Enzo Mercer a iscriversi a un corso di massaggiatore, tenuto da Gavanna, fisioterapista al Rizzoli e massaggiatore personale di Fausto Coppi.
Si iscrive a quel corso, ultimandolo, ma senza darci peso perché lavora già come sarto, senza peraltro amare granché quel mestiere. Nel 1956, da appassionato di moto, assiste alle prove in pista a Modena e soccorre un pilota caduto. È il primo approccio a un mondo che lo battezzerà massaggiatore dei campioni, a partire da Giacomo Agostini (1963), Barry Sheene, Alex Biaggi, sino a Alex Crivillé, più di 30 anni dopo, e al campione mondiale di biliardo Gustavo Zito, e più recentemente il nuotatore Gregiorio Paltrinieri.
Oscar, pian piano, acquisisce la fama di portafortuna, visti gli innumerevoli titoli mondiali e olimpici vinti dai “suoi” atleti. E di battaglie personali Oscar ne ha vinte davvero tante. Venne considerato precursore dei tempi, vivendo sempre a modo suo, girando il mondo al seguito di Olimpiadi, Gran premi di motociclismo, sfide iridate.
Nel 1976 a Brno - in uno dei 500 Gran premi seguiti ai box - conosce la dottoressa di filosofia e cantante Jana Szendiuchova, che sposa nel 1978. Essendo a contatto con i campioni dello sport, Oscar era non solo un massaggiatore ma anche un po’ psicologo, con il gusto dell’arte e una visione della vita da ribelle. Con le sue mani fatate ha saputo piegare un destino avverso.
Quando torna da Milano, dove ha vissuto per un breve periodo, a Guastalla frequenta allegramente due amici pittori: Rodolfo Mazza e Mario Daolio. Con loro, spesso imitandoli, comincia a dipingere, sviluppando le sue doti artistiche celate e la sua spiccata sensibilità. I suoi primi quadri sono naif, alla Mazza, oppure paesaggi padani, stile Daolio. Con la rottura dell’amicizia fra i tre, Oscar intensifica la ricerca di un suo linguaggio pittorico, istintivamente, senza alcuna scuola e didattica, guidato dalla sua “tormentata sensibilità ed umanità controversa”. Arriva all’astrazione e all’informale. Nasce in quel periodo il ciclo dei dipinti ispirati da 34 Canti dell’Inferno di Dante. È sempre menzionato nell'Almanacco Guastallese. —
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