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«Condannati Iotti e Pellegrini non i consiglieri comunali»

«Condannati Iotti e Pellegrini non i consiglieri comunali»

Correggio: replica del sindaco Malavasi all’ex primo cittadino sulla sentenza En.Cor. «Non è ammissibile fornire interpretazioni errate di una sentenza»  

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CORREGGIO. «Mi dispiace molto dover replicare ancora una volta su questo argomento, in un momento così difficile per il nostro paese e che richiederebbe da parte di tutti di non alimentare sterili polemiche. Voglio, comunque, ancora una volta riassumere l’esito della sentenza: la Corte dei Conti ha riconosciuto il buon lavoro svolto da questa amministrazione e ha riconosciuto colpevoli di procurato danno erariale in via principale l’ex sindaco e l’ex direttore generale e, solo in via sussidiaria, gli ex assessori. In base a questa sentenza, il Comune di Correggio, e quindi tutti i cittadini, andrà a recuperare quanto dovuto, il che rappresenta certamente una buona notizia che aiuta a fare chiarezza su quanto avvenuto».

LA REPLICA

Il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, replica così alle parole del suo predecessore – con il quale ha condiviso un mandato, nelle vesti di assessore – Marzio Iotti, condannato dalla Corte dei Conti con l’ex direttore generale del Comune Luciano Pellegrini per danno erariale nei confronti della pubblica amministrazione per 6,8 milioni di euro. Sentenza di primo grado, per l’annoso caso Encor. Iotti faceva notare come il sindaco non avesse comunicato, nel divulgare la notizia della sentenza, come anche i consiglier comunali di allora siano stati condannati, per circa 1,2 milioni di euro.

«Di fronte alle recenti affermazioni di Marzio Iotti, non posso tacere la verità, per correttezza verso la città e verso i suoi cittadini, dato che quelle dell’ex sindaco sono dichiarazioni non veritiere e che non aiutano a far luce su questa vicenda, ma sono evidentemente tese a generare confusione. Non corrisponde infatti al vero che la Corte dei Conti abbia condannato altre persone, oltre all’ex sindaco, all’ex direttore generale, agli ex assessori e un ex dirigente del Comune. Il dispositivo della sentenza è molto chiaro e non prevede altre condanne oltre a queste – fa notare – La Corte dei Conti, con un ragionamento giuridicamente articolato e che non spetta certamente a me commentare o valutare, non condanna i consiglieri comunali in carica all’epoca dei fatti (cioè tra il 2007 e il 2010), ma si limita a rilevare che questi non hanno esercitato “effettivamente né la direzione né il coordinamento della società, e questo nonostante le segnalazioni dei revisori sulla necessità di monitorare le decisioni decisionali e di investimento delle partecipate”». «Sulla base di questa considerazione, la Corte ha ritenuto di ridurre la condanna dei soli ex assessori, che sono chiamati a pagare in via sussidiaria, e cioè solo nel caso in cui i condannati in via principale, Marzio Iotti e Luciano Pellegrini, non dovessero versare la somma oggetto di condanna, di un 20%» specifica.

DIVERSA INTERPRETAZIONE

Una lettura diversa del dispositivo dato da Iotti. «La Corte, pertanto, non sanziona gli ex consiglieri comunali, così come non condanna altre persone che hanno avuto ruoli nella vicenda della ex partecipata (vale a dire consulenti, revisori dei conti, amministratori della società). La sentenza si trova pubblicata sul sito della Corte dei Conti e la sua lettura è accessibile a tutti, cosicché tutti possano verificare la veridicità di queste mie dichiarazioni – rileva – È evidente che l’ex sindaco cerchi di coinvolgere altre persone nella responsabilità che la Corte dei Conti ha riservato solo a lui e all’ex direttore generale Pellegrini. È evidente che l’ex sindaco cerchi di coinvolgere altre persone nella responsabilità che la Corte dei Conti ha riservato solo a lui e all’ex direttore generale Pellegrini ed è un suo diritto, anche in vista del già preannunciato appello».

«Tuttavia, non è ammissibile che si cerchi di farlo diffondendo informazioni non corrette e fornendo interpretazioni errate di una sentenza che, al contrario, indica chiaramente le responsabilità di chi ha causato un così grave danno erariale al nostro Comune e che, solo grazie alle iniziative messe in campo da questa amministrazione, non hanno condotto il nostro ente al dissesto economico» conclude il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi.

La prima sentenza della Corte dei Conti riguarda le tre lettere di patronage che il Comune di Correggio, ai tempi retto da Iotti, sottoscrisse in favore di tre banche. Con la fine dei sogni su En.Cor. divennero la leva per le banche per riavere i soldi dal Comune. —

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