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Hai dubbi sul Coronavirus? Ora puoi chiedere a Telegram

Massimo Sesena
Hai dubbi sul Coronavirus? Ora puoi chiedere a Telegram

Francesco Buzzoni di Ifoa e Marco Lunghini di Ellysse hanno creato un chatbot conversazionale che risponde alle domande più frequenti 

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Massimo Sesena

REGGIO EMILIA

Nei giorni del virus, è fondamentale, anzi addirittura vitale rimanere costantemente informati. Ci si mette l’ansia, certo. Ma ci sono anche - in questo tempo di pandemia lo scopriamo ogni giorno- esigenze pratiche con cui pensavamo di non dover mai fare i conti. Pensiamo a tutte le cose che vorremmo fare ma una delle ordinanze del governo Conte ce le vieta. Oppure all’ultimo modello di autocertificazione, magari in questi giorni di scarsa comunicazione c’è sfuggito. Per tutto questo genere di domande è nato a Reggio InfoCovid19ReggioEmilia,un canale Telegram che risponde a tutti i quesiti che riguardano la pandemia. A crearlo - in questi giorni in cui tutto l’universo digitale si è messo in moto per combattere gli effetti della pandemia - Francesco Buzzoni, uno dei soci di Ifoa, e Marco Lunghini, direttore commerciale dell’azienda informatica Ellysse. Con loro, Gaia, una giovane linguista computazionale che continuamente aggiorna e affila le armi della macchina.

Eccola, la mitica machine learning, quella che per dirla con Pedro Domingos, da tempo ci circonda, sa tutto di noi e quello che ancora non sa, è comunque prontissima ad imparare. Attraverso la continua “contaminazione” (si può usare questo termine in tempi di pandemia?) tra la macchina e l’uomo, tra algoritmi e semantica: è così che nasce in queste ore di grande inquietudine per tutta la popolazione, un canale per restare informati su tutto quello che riguarda la pandemia da Covid-19. È così che nasce InfoCovid19ReggioEmilia.

«Si tratta - spiega Buzzoni - di un chatbot conversazionale, ovvero un chatbot di ultima generazione, il software che non si limita a rispondere alle tue query (domande, ricerche su internet, ndr) fornendoti un link con la pagina web in cui dovresti trovare le risposte. Nel caso del chatbot che abbiamo creato, l’intelligenza artificiale riconosce il tuo linguaggio e può conversare con te, sia pure sul tema specifico dell’emergenza Coronavirus».

In particolare, l’accesso al sistema semantico è stato possibile grazie all’intervento di B.Up, uno spin-off del Cnr che si occupa di big-data. La scelta del canale Telegram non è casuale.

«Trattandosi di una emergenza - dice Marco Lunghini - avevamo la necessità di partire in poco tempo. E rispetto ad altri social, Telegram non richiede particolari autorizzazioni, come invece accade per Whatsapp e Facebook, ma anche per allargare a livello nazionale il raggio d’azione siamo pronti a sbarcare sugli altri social».

L’idea è addirittura quella di dar vita a una sorta di comitato scientifico che stabilisca quali informazioni inserire nella macchina. «Per ora - chiarisce Buzzoni - le nostre fonti sono i Decreti del governo, le ordinanze della Regione e i provvedimenti adottati dal Comune di Reggio». —

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