C'era una volta un sito di fiabe per sconfiggere il Coronavirus
E' l'idea di Dino Angelini e dei suoi amici. Nel sito si trovano favole, filastrocche, novelle per bambini da 0 a 90 anni. Buon divertimento!
REGGIO EMILIA. Tutto è fiaba. Lo pensano Dino Angelini, Valerio Azzimato, Claudia Farina, Gabriella Rinaldi, Filippo Carrozzo, Raffaella Piccoli, Mariella Cantini, Lulu Peliti, Maria Sofia Sabato, Rita Beltrami, Deliana Bertani e le piccole Rebecca e Viola che, dal 13 marzo, hanno realizzato un sito web (www.tuttofiaba.it) per raccontare favole e storie, ma anche novelle e filastrocche.
Un luogo magico all’interno del quale un gruppo di raccontatrici e di raccontatori propone dei video rivolti ai bambini dagli 0 ai 90 anni (e passa) costretti in casa dal Coronavirus.
Non si tratta di un sito preconfezionato, ma un work in progress che, giorno dopo giorno, si va arricchendo di nuovi contributi video proposti da nuove amiche e nuovi amici.
«Lo stato di forzata clausura cui il Coronavirus costringe oggi bambini e adulti - spiegano - rende ancora più centrale e terapeutica nella vita di noi tutti, fruitori e raccontatori, la possibilità di "giocare questo mondo" pericolosamente abitato dal virus; e di farlo lasciandosi avvincere dalle trame favolose e illusorie che fiabe e racconti non fiabeschi ci propongono; osando sfidare, almeno di tanto in tanto, la lugubre pesantezza cui ci costringe il virus. Con questo spirito, e con la consapevolezza di svolgere attraverso questo gioco un servizio utile alle nostre udienze virtuali ma anche a noi stessi, ci siamo mossi nei giorni scorsi, e continueremo a farlo, almeno finché ci troveremo costretti a casa».
Sono ormai una trentina le fiabe, i racconti, le filastrocche che già oggi è possibile vedere ed ascoltare sul sito. «Tutto questo materiale - sottolineano gli ideatori di "Tutto è fiaba" - è stato offerto gratuitamente dalle raccontatrici e dai raccontatori che siamo riusciti a contattare nei giorni scorsi, nell’ottica del “dare – ricevere – contraccambiare”. Esattamente come si faceva d’estate sull’aja, e d’inverno intorno al braciere, nel filòs, o in qualsiasi luogo in cui si adunava una qualche udienza disposta a lasciarsi affabulare da quei "dolci aedi" che non mancavano mai nelle famiglie e nei gruppi di vicinato».
E non è finita qui: «Se qualcun altro volesse aggiungersi a noi, sempre gratuitamente, può farlo inviandoci le proprie proposte in video: basta ricorrere all’app video del proprio cellulare, registrare il proprio racconto, controllare se è venuto bene, ed inviarcelo. Ovviamente noi ci riserviamo "insindacabilmente" di accoglierle o meno. Sappiamo - aggiungono - che formalmente non è molto corretto, ma affinché ci possano comprendere i bambini e gli adulti di tutta Italia vi preghiamo di narrare le vostre storie usando l’italiano».
Chi fosse interessato può mandare il proprio video a dinange@gmail.com.
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