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Reggio Emilia piange il “Patata”, supertifoso della Grissin Bon

Adriano Arati e Tiziano Soresina
Reggio Emilia piange il “Patata”, supertifoso della Grissin Bon

Il 40enne Matteo Bigliardi, operaio della Coop sociale L’Ovile, era ricoverato per una grave malattia diagnosticata poco tempo fa

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REGGIO EMILIA. Da non molto aveva saputo di dover combattere con una grave malattia e da due settimane era ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova. Matteo Bigliardi, 40 anni, per tutti “Patata”, grande appassionato di basket ma anche tifoso granata, non ce l’ha fatta a vincere questa dura “partita” che la vita gli ha messo di fronte. Era talmente conosciuto in ambito sportivo che la notizia della sua morte ha fatto ben presto il giro della nostra provincia. Ben piantato, sempre in prima fila nella curva al PalaBigi e molto coinvolto durante le gare, per tanti anni la sua era stata una presenza fissa del tifo organizzato al seguito della Pallacanestro Reggiana. Il suo tifo colorito non era mancato neppure in tantissime trasferte dei biancorossi e anche fra le tifoserie avversarie era diventato – per approccio e per la riconoscibilità – una figura piuttosto nota.

Aveva seguito le varie migrazioni-dissoluzioni dei gruppi organizzati, ma senza essere mai coinvolto in tensioni particolari, perché era benvoluto da tutti. La lunga militanza nel “Collettivo biancorosso”, poi con alcuni amici nel gruppo più ristretto delle “Menti perse”, infine l’ultimo periodo coincidente con il tifo targato “Arsan” che ora nel profilo Facebook lo ricordano con il logo listato a lutto e parole toccanti: “Ciao Matte, il tuo sorriso spontaneo, il tuo taccuino magico con la biro sempre pronta ad aggiornare le tue statistiche saranno sempre nel nostro cuore. Ciao Amico, gli Arsan ti ricorderanno sempre”.

Come sottolineato dai tifosi biancorossi, la sua passione legata al basket era strettamente legata alle statistiche. Aveva sempre con sè un quadernetto dove si segnava tutti i dati a mano, come una volta, poi magari li confrontava, anche con i cronisti con cui era entrato in confidenza, specie nelle trasferte dove il rapporto con il giornalista era più facile.

E una conoscenza l’aveva pure con Max Menetti, allenatore di lungo corso sulla panchina di Reggio, come lo dimostra un post del tecnico ora a Treviso sul profilo degli Arsan: “Che brutta notizia! Mi spiace molto! Un abbraccio a tutti voi!”. E insieme a quello di Menetti ci sono almeno 200 messaggi di cordoglio, solo sulla pagina Facebook.

«Una persona buona come il pane, molto disponibile con tutti – lo ricorda Maurizio Mariani, storico tifoso biancorosso di Campagnola – e se Matteo aveva sempre quel taccuino in mano un motivo c’era, lui ne sapeva di basket, un vero intenditore. E se protestava con gli arbitri, di ragioni ne aveva da vendere». Ha come un flash Massimiliano Rabitti, ristoratore di Guastalla che di trasferte cestistiche ne ha fatte tante: «L’avevo vicino sul pullman quando andammo a Livorno per la famosa gara-5 – rimarca – e furono momenti tesi, con la polizia schierata nell’impianto. Quest’estate ho fatto due chiacchiere con lui allo Chalet, nel mio locale. Una bella persona». Dello stesso parere Adelmo Carnevali, di Gualtieri: «Un bravo ragazzo, simpatico, dalla battuta pronta. Sentiva molto le partite. Siamo tutti dispiaciutissimi».
 

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