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Morìa di pesci nel canale ducale «Il ritardo della Bonifica»

Alessandro Zelioli

La denuncia di un residente che con i volontari Fipsas ha cercato di salvarli «Bastava aprire prima un piccolo rigagnolo d’acqua per evitare tutto questo»

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MONTECCHIO

Morìa di pesci nel canale ducale, che attraversa il territorio montecchiese. «Finalmente la Bonifica ha aperto le chiuse e l’acqua è arrivata, ma la morìa è stata comunque importante. Secondo me l’intervento è stato tardivo. Speriamo che la prossima volta che si fa una segnalazione siano più celeri».

Così il giovane montecchiese Simone Pattacini parla della terza grande morìa di pesci che ha colpito il canale ducale, uno degli affluenti del fiume Enza che scende dalla Barcaccia di San Polo. Pattacini, proprio davanti a casa sua, nello scorso fine settimana aveva segnalato alla polizia locale il problema che, dopo un intervento dei volontari Fipsas, non si era del tutto risolto. «Aspettavamo l’intervento della Bonifica – racconta Pattacini, amante della pesca sportiva e insegnante di Carp fishing – . Bastava aprire un piccolo rigagnolo per evitare tutto questo. Sono davvero arrabbiato perché in quella pozza proprio qui, davanti a casa mia, ho visto tanti pesci morti. Una cosa che mi dispiace davvero tantissimo».

«Io – racconta – amo la natura, ma non sono di quelli fissati. Rispetto gli animali, anche se alcuni dicono che infilare un amo nella bocca di un pesce non sia conforme a quanto affermo. Ma rispetto e conosco l’equilibrio della natura e non sopporto che si facciano campagne mondiali a favore dei cani o dei gatti, poi però, quando si tratta di pesce o altro, nessuno si muova». Resta da capire cosa è successo. «Sabato 21 ho visto che in una pozza d’acqua del canale ducale, che scorre lungo Strada San Polo a Montecchio, c’erano un sacco di pesci morti, altrettanti vivi e i topi che andavano a mangiare la carne dei pesci quasi putrefatti. Questa situazione, oltre che orribile dal punto di vista naturalistico, rappresenta un problema igienico che può aggravare il momento difficile che stiamo attraversando con il Coronavirus. Ho cercato la polizia municipale che mi ha messo in contatto con i volontari Fipsas. Tutti assieme – racconta – abbiamo portato fuori dalla pozza quanto più pesce vivo possibile. Ma c’è un tubo, in quella posizione, dentro il quale i pesci si rifugiano e non si riesce e prenderli tutti». Secondo Pattacini, «la polizia municipale aveva anche fatto un sollecito a Bonifica. Hanno impiegato tre giorni a uscire». «Dopo domenica, abbiamo fatto un altro intervento per spostare i pesci ancora vivi. Ma altrettanti sono rimasti a boccheggiare alla ricerca di ossigeno. Mantenere l’acqua nei canali salverebbe un sacco di pesci, importantissimi all’equilibrio dei nostri fiumi», conclude. —

Alessandro Zelioli

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