Fido chiuso in casa con noi per colpa del Coronavirus: ecco cosa fargli fare
In queste giornate che sembra non passino mai c’è qualcuno che invece è molto felice di avere finalmente tutta la famiglia riunita: è il nostro cane, animale da branco per eccellenza, che nella vita “normale” deve giocoforza accettare di restare solo tante ore al giorno arrivando a volte a mostrare il dolore della sua solitudine con vere crisi di panico e ansia da separazione.
Se non siamo positivi o febbricitanti, la legge prevede che possiamo uscire con il nostro cane per la passeggiata igienica, ma «si è obbligati a restare in prossimità della propria abitazione», con il peloso al guinzaglio, da soli, evitando di fare assembramenti e cioè di fermarci a chiacchierare con gli altri proprietari mentre i cani giocano. Dobbiamo avere in tasca l’autocertificazione e un documento di identità per dimostrare che abitiamo effettivamente nelle vicinanze e se il nostro cane non ha problemi particolari urinari o intestinali non possiamo comunque portarlo fuori per ore al punto che i veterinari stanno già iniziando a curare cani con patologie articolari da sforzo.
Come per le persone, i pelosi che per razza (border e cani da pastore in genere, jack russel) o per età sono più portati a una vita attiva risentiranno maggiormente della quarantena e a noi proprietari spetta il compito di inventare nuovi modi per passare assieme il tempo. Lanciare la pallina, creare piste di frammenti di crocchette da seguire, anche il semplice insegnare a dare la zampa può essere un modo di impegnare le ore purché resti un gioco e non crei nel cane un’ansia da prestazione, mantenendo comunque periodi di riposo in solitudine. Anche per i gatti, abituati ad avere la casa tutta per loro, è un momento difficile: rispettiamo i loro momenti di privacy. —
*Medico veterinario esperto in comportamento animale della Fnovi
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