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«Ditte chiuse e consegne crollate Ad aprile posti di lavoro a rischio»

am.p.
«Ditte chiuse e consegne crollate Ad aprile posti di lavoro a rischio»

Carmelo Laurìa, amministratore delegato di Davoli Srl di viale Olimpia «Il lavoro è diminuito del 40% fra scioperi e merci che non arrivano» 

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L’INTERVISTA

«Con il crollo dei trasporti aziendali, che l’e-commerce e le consegne ai privati non bilanciano, sarà difficile mantenere il posto di lavoro: in aprile dovremo ridurre il personale». Carmelo Laurìa è l’amministratore delegato della Davoli Srl, una flotta da 75 mezzi con sede in viale Olimpia.

«Siamo fornitori ufficiali per le sedi di Ravenna e Imola del corriere GLS – ha raccontato – Da quando sono partite le restrizioni il lavoro è notevolmente cambiato: anzitutto per i tempi di consegna, che si sono allungati. All’inizio il problema è stato garantire la sicurezza dei nostri lavoratori con i dispositivi di protezione individuale, facilmente reperibili anche se in quantità limitata, in seguito proprio mancanti, tanto che il problema ha fatto scoppiare scioperi e agitazioni sindacali nei centri di smistamento. Ora la situazione è sotto controllo, ma abbiamo avuto giorni di completo stop e conseguenti consegne da recuperare».

Dal 25 marzo, con la cessazione delle attività non essenziali, «la maggior parte dei clienti hanno chiuso l’attività e il nostro lavoro è diminuito del 40%, tra scioperi a singhiozzo e merci che non arrivano». I corrieri che si vedono circolare non sono sinonimo di affari a gonfie vele. «Tutt’altro. Premetto che, per motivi di privacy, non sappiamo cosa contengano i colli destinati ai privati. Attualmente è in aumento l’e-commerce, gli acquisti su e-Bay o su Amazon, con quest’ultimo che destina a noi solo una parte della distribuzione. Ma il punto è che il settore privato non è paragonabile alla quantità di bancali e altro materiale destinato alle aziende e quindi incide poco sul nostro fatturato complessivo, che l’anno scorso è stato di 4,5 milioni». Dal punto di vista aziendale «la situazione è complessa e sicuramente dovrò ridurre il personale, sia alla movimentazione in magazzino sia alla distribuzione esterna, almeno del 30-40%. Il mese di marzo in qualche modo lo abbiamo svangato, ma ora saremo costretti a chiederemo la cassa per i dipendenti e il blocco dei finanziamenti, come mutui con le banche e rate con società di leasing per i mezzi. Se non arrivano aiuti da parte del Governo non si riesce ad andare avanti». —

am.p.

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