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Guanti e mascherine e... scambio degli anelli: le nozze civili celebrate in Sala Tricolore

E.Spa.
Guanti e mascherine e... scambio degli anelli: le nozze civili celebrate in Sala Tricolore

Ferrari, fotografo e consigliere Pd, ha celebrato sei matrimoni in Comune: «Alla prima coppia di sposi ho letto L’amore ai tempi del colera» 

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REGGIO EMILIA. Guanti, mascherine e ... scambio dell’anello e primo bacio. L’emergenza Coronavirus non ferma l’amore. E, con tutte le necessarie precauzioni, non ferma neanche le cerimonie nuziali con rito civile, che si sono susseguite anche in questi giorni difficili nella splendida cornice della Sala del Tricolore, dove i consiglieri comunali sono periodicamente chiamati a celebrare le unioni fra sposi.

Fra i celebranti, una menzione speciale la merita di certo il consigliere comunale del Pd, Giuliano Ferrari, che da quando sono scattate le restrizioni legate all’emergenza Covid-19 ha celebrato già sei unioni, segnando a suo modo un piccolo record, spesso fra l’altro immortalando sui social alcuni dei momenti principali della cerimonia nelle vesti di fotografo, mestiere che svolge da tanti anni.

«Il consiglio del Comune è, se possibile, quello di rinviare la cerimonia – spiega Ferrari – ma ci sono casi in cui tecnicamente magari non è possibile. A decidere se svolgere io meno la cerimonia in ogni caso non è il consigliere comunale, che si assume solo la responsabilità di celebrare facendo rispettare tutte le norme di sicurezza, senza prendere alcun compenso. È una sorta di attività gratuita di volontariato».

Sala del Tricolore praticamente vuota, senza invitati. E poi distanza di sicurezza e dispositivi di protezione personale, comprese le ormai onnipresenti e immancabili mascherine, a nascondere quei sorrisi di gioia che trapelano comunque dagli occhi e dagli sguardi dei pochi presenti.

«Come la prendono gli sposi? La prendono con un po’ di ironia, considerata la situazione complicata – racconta ancora Ferrari – È capitato, ad esempio, che una coppia di reggiani aveva due figli presenti alla cerimonia e altri due figli che invece non c’erano, perché erano fuori Reggio e non potevano rientrare. Ci sono difficoltà anche a fare partecipare alla cerimonia i familiari e i parenti. E ho notato che qualche coppia di sposi ha dovuto cambiare uno o più testimoni, sempre per l’impossibilità di essere presenti».

Un momento, quello del matrimonio, che resta comunque memorabile ed emozionante anche in queste situazioni di emergenza. E non solo per le coppie che arrivano davanti all’altare, ma anche per chi si assume l’onere e l’onore di celebra il rito. «A tutti gli sposi dico sempre qualcosa, leggo un testo di accompagnamento o un messaggio di augurio. Durante la prima cerimonia che ho officiato in questa fase di emergenza, ad esempio, alla prima coppia che ho sposato – aggiunge Ferrari – ho letto un pezzo da “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel García Márquez. Tutti gli sposi sono divertiti all’idea di sposarsi, e anche in queste condizioni rimangono fedeli all’idea classica del matrimonio».

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