Il Comune trova la sede Avis ma l’emergenza blocca tutto
Il sindaco Paoli: «Stavamo riflettendo su alcuni locali che ruotavano attorno all’attività dei servizi sociali ma adesso struttura, tempi e soldi sono incerti»
bagnolo
«Se non fosse tutto cambiato nell’arco di poche settimane, l’associazione Avis avrebbe potuto avere la nuova sede in giugno. Ma in questa situazione di incertezza totale le soluzioni a situazioni di non primaria importanza sono tutte in standby».
Parla chiaro il sindaco Gianluca Paoli, appena uscito da una riunione-fiume invideoconferenza con gli altri sindaci reggiani: tempi, soldi e struttura da dare all’associazione Avis che, peraltro, era stata individuata, sono nel limbo delle pratiche che verranno affrontate se e quando l’emergenza sarà risolta.
«Stavamo riflettendo – prosegue Paoli – su alcuni locali che ruotano attorno all’attività dei servizi sociali, che avevano le caratteristiche chieste dal presidente Avis, Thomas Benvenuti, e che sarebbero diventati disponibili facendo una serie di spostamenti. Ma in una situazione come quella nella quale ci troviamo adesso è impossibile rispettare la programmazione ordinaria». Tutto fermo, dunque, se non le risposte all’emergenza. «Di sicuro – prosegue il sindaco – riaffronteremo la cosa quando potremo aver le idee più chiare. I tempi, ovviamente, sono incerti anche quelli».
L’Avis, dunque, ancora per un po’ dovrà restare nell’appartamento di proprietà del Comune, al primo piano dello stabile di via Marconi 4; locali che però non hanno né luce, né acqua, né gas. Una situazione di disagio rappresentata poche settimane fa dal presidente dell’associazione Thomas Benvenuti, 21 anni, studente universitario, determinato a far ripartire, sul territorio, almeno l’attività istituzionale dell’associazione, visto che l’attività di raccolta, per numero di donatori e per la situazione logistica, è diventata impossibile.
«Fino a sei anni fa – spiegava quindici giorni fa Benvenuti alla Gazzetta – la sezione Avis di Bagnolo era tra le più importanti della provincia reggiana, con molti donatori e la possibilità di fare prelievi. Poi, su decisione, secondo me sbagliata, dell’allora presidente, l’attività di raccolta è cessata in attesa del trasloco in una nuova sede, che però non è mai stata costruita».
Fase sfortunata per l’Avis Bagnolo, che avrebbe dovuto trovare casa assieme al Cup e all’ambulatorio pediatrico, in via Borri, edificio pubblico dalla storia tormentata: iniziato e mai finito. La ditta che ha cominciato i lavori è fallita, poi è subentrata Unico, e lo stop è stato totale. «Ora ci sono sole le fondamenta e quattro piloni arrugginiti», ha sottolineato Benvenuti che, eletto alla presidenza della sezione Avis un anno fa, è riuscito a raddoppiare gli iscritti. Ora all’associazione manca solo una sede, ma bisognerà che i soci pazientino ancora un po’. –
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