Le associazioni ribadiscono «No alla tassa di soggiorno»
REGGIO EMILIA
Le associazioni imprenditoriali non si accontentano dell’eventuale sospensione della tassa di soggiorno nell’anno in corso o nei mesi che risulteranno afflitti dall’emergenza sanitaria. Chiedono l’eliminazione del nuovo tributo, da loro osteggiato fin da quando non si poteva immaginare lo scoppio di una pandemia capace di bloccare per un lungo periodo l’attività alberghiera.
Le loro ragioni le hanno esposte incontrando in videoconferenza gli assessori al turismo Annalisa Rabitti, al commercio Mariafrancesca Sidoli e al bilancio Daniele Marchi. La comunicazione a distanza, imposta dalle circostanze, non ha accorciato la distanza delle posizioni. I rappresentanti di Confcommercio, Cna e Confartigianato hanno ribadito che la tassa rischia di infliggere il colpo di grazia a tante aziende già a rischio di chiusura. Dello stesso parere è Claudio Bassi, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, che propone di compensare il mancato introito nell’erario comunale riducendo la spesa per la “missione beni di interesse storico”.
Gli assessori, invece, hanno confermato l’intenzione di introdurre dal prossimo luglio tale tributo, che è previsto dalla Regione ma ancora non è applicato in tutte le città. A loro parere, infatti, esso servirebbe a finanziare gli investimenti necessari alle imprese del settore per uscire dalla crisi, fatta salva l’eventuale sospensione nel 2020. «Questo orientamento – ribatte Francesca Lombardini, presidente provinciale dell’Associazione Albergatori di Confcommercio – ci lascia indignati e sconcertati. La perseveranza con la quale l’amministrazione comunale continua a sostenere la necessità di introdurre la tassa di soggiorno con la crisi profondissima del Coronavirus in corso e senza aver detto ancora come verranno spese quelle risorse non è coraggio ma avventatezza e tradisce la fiducia con la quale Confcommercio ha voluto fin dall’inizio impostare i rapporti con la nuova Giunta comunale».
A suo avviso la Giunta non ha in mente una strategia per il settore turistico-alberghiero. A questo proposito la Lombardini cita Seneca («Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare») e ricorda l’insistenza con cui da anni gli albergatori chiedono al Comune una politica di sviluppo del loro settore. «L’unica risposta che otteniamo – sottolinea – è l’imposizione di una nuova tassa, senza alcuna indicazione precisa di quali azioni essa andrà a finanziare e per raggiungere quali e quantificabili obiettivi».
I buoni rapporti instaurati inizialmente con la nuova amministrazione dipendevano dalla promessa, fatta durante la campagna elettorale, di non introdurre la tassa di soggiorno. Ora Confcommercio non esclude a priori la possibilità di accettarla, ma solo dopo che si sia definita una «strategia per il turismo chiara e dettagliata, non fumosa e generica».
A suo parere occorrono due o tre mesi al massimo per portare a termine una discussione che conduca all’elaborazione di un piano condiviso. «Solo a quel punto – ammette – se sarà necessario si potrà ricominciare a confrontarsi sulla tassa di soggiorno». —
Luciano Salsi
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