Nel Consiglio ai tempi del Covid lo streaming va a singhiozzo
Cali di rete, suoni metallici e collegamenti difettosi nella seduta sul bilancio Circa 45 minuti per fare l’appello, poi il dibattito fra interruzioni e difficoltà
Gabriele Gatti
REGGIO EMILIA
Crepitii, cali di rete, suoni metallici e collegamenti video difettosi, questa è la normalità di un consiglio comunale ai tempi della pandemia di Covid-19. La seduta, iniziata con più di mezz’ora di ritardo a causa delle ripetute prove tecniche si è protratta per svariate ore. Un importante filosofo contemporaneo coreano ci ricorda che «la comunicazione digitale è una comunicazione povera di sguardo», per la prima volta nella storia i consiglieri non hanno infatti potuto discutere guardandosi negli occhi pur essendo quasi tutti presenti.
La prima seduta completamente telematica della storia di Reggio Emilia ha cristallizzato come i mezzi digitali, seppur temporanei, non possano garantire un sereno svolgimento della vita politica di una città. La mancanza di interazione diretta da parte dei consiglieri, il non poter discutere dei punti all’ordine del giorno faccia a faccia e l’assenza del confronto combattivo ma onesto che il palazzo del Comune ha sempre garantito, ha tolto al consiglio comunale lo spirito della pacata ma ferma discussione politica che da sempre ha contraddistinto i rappresentanti eletti dalla comunità reggiana.
Interruzioni, richieste di intervento distrattamente ignorate e anche la ripetizione di una votazione hanno reso un consiglio già complesso come quello per l’approvazione del Bilancio di previsione una terribile dimostrazione di inadeguatezza, con l’esercizio della democrazia rappresentativa che ha fortemente risentito della mancanza di familiarità delle istituzioni alla tecnologia, fatto che dimostra l’impreparazione delle comunità politiche ad affrontare le sfide del presente. Dopo un appello durato 45 minuti i consiglieri, su invito del presidente Matteo Iori, hanno osservato un minuto di silenzio in piedi per le vittime della pandemia, ma ognuno dietro al proprio schermo del Pc.
La seduta, dedicata quasi esclusivamente al tema del Regolamento e delle aliquote dell’addizionale comunale Irpef e all’approvazione del Bilancio di previsione finanziario 2020-2022 si è però saputa riprendere dopo un iniziale spaesamento generale e ha visto una grande partecipazione sia dei gruppi di maggioranza che di opposizione.
Il primo punto soprattutto, già presentato a fine febbraio, ha suscitato la perplessità delle opposizioni che hanno sollevato dubbi sulla modalità e sulle tempistiche con cui il sindaco e la giunta hanno scelto di mettere in campo le nuove misure, che comporterebbero un innalzamento dell’addizionale comunale Irpef per la fascia di reddito media tra i 15mila e i 28mila euro.
L’amministrazione si è giustificata spiegando che dopo oltre dieci anni di bilanci a tassazione invariata, questa modifica è fondamentale per supportare in modo particolare famiglie e minori in situazioni di fragilità. Il momento della votazione, dove il consigliere comunale porta il suo maggiore contributo, ha subito il cambiamento più sostanziale nella nuova modalità telematica: il voto è affidato alla voce e a qualche piccolo cenno di capo e mani. Il gesto consueto viene anch'esso reso intangibile dai tempi incerti che anche Reggio si trova a dover affrontare e che lasceranno un'inevitabile impronta anche nella comunità reggiana. —
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