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Smart working ma basse protezioni «Le reti aziendali a rischio sicurezza»

Enrico Lorenzo Tidona
Smart working ma basse protezioni «Le reti aziendali a rischio sicurezza»

Solo 3 imprese su 10 proteggono le connessioni da casa Leonardi (Cyberoo): «Molte aziende non erano pronte»

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA

Il boom del lavoro da casa sulla spinta delle nuove regole anti contagio ha fatto moltiplicare le connessioni e anche il rischio degli attacchi hacker. Proprio le connessioni alle reti aziendali non sempre viaggiano su binari sicuri, come inquadrato pochi giorni fa da Unioncamere, che ha calcolato che solo tre imprese su dieci sono equipaggiate per proteggere le connessioni da remoto con strumenti di cybersecurity necessari per proteggere i dati. Terreno fertile per la reggiana Cyberoo, Pmi specializzata in cyber security quotata sul mercato Aim di Borsa Italiana che, nonostante l’emergenza e le difficoltà del Paese, va avanti con la sua operatività dopo aver chiuso il 2019 con ricavi per 5,62 milioni (+23%).

Le aziende erano pronte a questa rivoluzione del lavoro da casa?

«Alcune aziende più innovative erano pronte ma la maggior parte purtroppo no - risponde Veronica Leonardi, direttore marketing di Cyberoo - perché ancora lo smart working non è nella nostra cultura del lavoro. Abbiamo ricevuto in queste settimane tantissime richieste di aziende che avevano bisogno di pc portatili già con tutte le configurazioni di sicurezza per lavorare da casa».

Siamo tutti con collegati da casa usando la Vpn ma sono sicuri questi sistemi?

«Le Vpn di per se fanno correttamente il loro “mestiere” così come una porta ci permette di chiudere l’accesso alle nostre case. Ma un sistema da solo raramente nel lungo tempo può essere efficace contro la molteplicità di minacce che possono essere messe in campo, quindi la risposta come sempre è che in un ecosistema evoluto e iperconesso come il nostro servono più strumenti che dialoghino fra loro. Quindi per un lavoro a casa sicuro servono anche l’antivirus, l’antispam, l’azienda deve essere dotata di firewall, di webfiltering che controlla le navigazioni malevole da e verso l’Internet. Ma anche questo kit di strumenti può essere aggirato dalla sofisticatezza che gli hacker possono mettere in atto e ad oggi cosa ci rende sicuramente più sicuri sono sistemi di detection and response collegato ad un Security Operation Center H24. Però bisogna sempre avere a mente che la cyber security non è un prodotto ma un processo fatto di persone. E quindi se la password della mia Vpn è 123456 certo che si rende la vita molto facile agli hacker, se invece di salvare i file in un cloud protetto da password solide salviamo i dati sul nostro pc rendiamo facile la vita agli hacker».

È facile per un hacker introdursi nel pc di un lavoratore da casa e saccheggiare segreti all’azienda?

«Fatte le dovute premesse precedentemente la risposta a questa domanda è dipende. Dipende da come le aziende hanno scelto di organizzare i loro processi di cyber security, se si utilizzano tutti gli strumenti di campo di sicurezza di base, se si utilizzano servizi di detection and response, se si sono organizzati i processi anche di salvataggio dei dati secondo i principi di security by design e i dipendenti hanno ricevuto la corretta formazione sull’utilizzo delle password e sul come riconoscere un dominio di phishing allora è molto complesso. Se le aziende invece hanno trascurato la cyber security in tutti i suoi aspetti, allora può essere anche molto facile accedere al computer di un dipendente e rubare dati aziendali. La maggior parte delle aziende in Italia comunque spesso ha almeno tutti i sistemi di sicurezza di base, quindi un livello di protezione di base c’è».

La rete regge o è sotto stress?

«La connettività non è il nostro settore principale ma sicuramente abbiamo visto un rallentamento delle reti».

Ci sono dei consigli da seguire per lavorare da casa per periodi così prolungati?

«Di rendere le password il più complicate possibile, cambiarle spesso e averne una diversa dall’altra per i vari servizi che si usano. Non usare l’account aziendale per servizi e-commerce e per i social network. Controllare sempre i domini delle mail che arrivano e verificare che per esempio non sia amezon.com invece che amazon.com. Di evitare il più possibile i sistemi di file trasfering ma di usare se disponibili i file sharing aziendali come share point ad esempio. Di connettersi sempre alla vpn aziendale, fare gli aggiornamenti di sistema e aggiornare antivirus e Antispam ad esempio se escono sul pc dei reminder che lo richiedono». —

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