Su duemila mezzi pesanti è attivo solo il 50%
REGGIO EMILIA
Su quasi duemila mezzi pesanti – delle 300 società associate a Fita-Cna di Reggio Emilia – solo il 50% è attivo. È monco il settore, quello della logistica, che fino al 2018 in Emilia-Romagna vantava un fatturato di 12,2 miliardi euro. Se il settore alimentare continua a macinare chilometri senza sosta, ha spiegato Leonilde Montemerli, responsabile della Fita-Cna, l’altra metà degli autotrasportatori sono fermi a causa della chiusura dell’industria, così come sono fermi tutti i ribaltabili legati all’edilizia.
«Tra il migliaio di camionisti ancora attivi il 70% operano nell’alimentare, un 10% nei rifiuti ed un 10% sono furgonati (soprattutto corrieri) che assicurano l’ultimo miglio, vale a dire l’ultimo tratto di consegna a domicilio ai privati. Funzionano bene nicchie di trasporto come gli animali vivi, gli imballaggi per i dispositivi sanitari e le autobotti per il carburante, ma appunto si tratta di nicchie». Tanto che, proprio in questi giorni, «le ditte nostrane di trasporti stanno rivedendo i budget al ribasso», compresa Transcoop (che da sola pesa per 900 mezzi, rifornisce Gdo e farmacie ed ha un indotto formato da soci Fita-Cna) ieri riunita in videoconferenza. «Si naviga a vista, come è accaduto finora. Sul futuro immediato molto dipenderà dal “ballo” dei codici Ateco (i codici legati alla tipologia di attività consentita oppure no) che potrebbero cambiare ancora». —
am.p.
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