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Al via l’anno accademico e solo Porro ha l’ermellino

Luigi Vinceti
Al via l’anno accademico e solo Porro ha l’ermellino

Una cerimonia di inaugurazione organizzata per via telematica Il rettore cita con orgoglio le 250 lauree a distanza assegnate in infermieristica  

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REGGIO EMILIA

Inaugurazione ufficiale, ieri mattina, dell’anno accademico 2019/2020 di Unimore. È stato l’844° della serie ma è risultato assolutamente inedito per le modalità in cui si è svolta la cerimonia trasmessa in via telematica dall’aula magna del Centro Servizi della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Modena. A causa del Coronavirus sono mancati l’abituale cornice di folla e la consueta solenne sfilata del corpo accademico in ermellino che ha potuto indossare solo il magnifico rettore Carlo Adolfo Porro il quale, a quattro mesi esatti dall’insediamento, ha tracciato le linee guida del suo mandato per i prossimi sei anni.

Dopo un saluto alle autorità e a quanti erano collegati tramite il sito tv.unimore.it, Porro ha inviato un messaggio di solidarietà a chi sta soffrendo per la pandemia e di gratitudine a quanti si battono per sconfiggerla. Per chiedersi subito dopo quale possa essere, a tal fine, il contributo della ricerca universitaria che è stato uno dei temi che hanno intrecciato il suo intervento insieme all’innovazione tecnologica e all’impegno per affermare Modena e Reggio Emilia quali città universitarie di rango nazionale.

Il rettore si è soffermato sulla transizione del sistema di formazione e sulla continuità della didattica. Ha ricordato i corsi di formazione, gli incontri di orientamento, i 1.200 esami di profitto e le 250 lauree a distanza assegnate in infermieristica per assicurare urgentemente la disponibilità di personale sanitario.

Per incentivare le procedure, dare slancio alla formazione, rivedere regolamenti necessari ad assicurare benessere fisico e mentale al personale e agli studenti, servono però risorse (ai Ministeri e agli enti preposti ha chiesto una disponibilità di 2 milioni e mezzo di euro) e ha avanzato la proposta di un tavolo tecnico per migliorare i servizi, favorire gli alloggi per gli iscritti esterni e aiutare a fine studi l’accesso al lavoro.

Gli studenti che hanno scelto Unimore sono intanto in continua ascesa mentre il corpo docente sta riducendosi e le disponibilità di spazi è contenuta. Meno male che, ad esempio a Reggio, si sta lavorando nell’ex seminario diocesano e di ciò il rettore ha ringraziato il vescovo e il Comitato Reggio Città Universitaria. Per favorire il sistema accademico Porro ha fatto cenno alle strategie di governance (interazione fra dipartimenti, internazionalizzazione, ricerca, terza missione), si è soffermato sulla formazione (rimozione delle barriere di accesso allo studio e al lavoro, interdisciplinarietà) e ha scandito nell’arco di due trienni la ricerca di un più equilibrato rapporto fra studenti e insegnanti. Ha concluso con un rinnovato appello al mondo politico perché, in questo momento di incertezza, disponga con lungimiranza investimenti nella formazione, strumento indispensabile per credere nel futuro dei giovani e del nostro Paese.

La cerimonia, che si era aperta con il tradizionale inno universitario “Gaudeamus Igitur”, si è conclusa con un minuto di silenzio a ricordo delle vittime del Covid-19. —





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