Silenzi, dolore e bandiere a mezz’asta Reggio ricorda le vittime del virus
Tutti i sindaci dei 42 Comuni della nostra provincia hanno aderito all’iniziativa per commemorare i morti di Covid-19
reggio emilia
In città e paesi già deserti da giorni, ieri il silenzio dei Comuni reggiani si è arricchito di un altro, ancor più drammatico significato. Tutti i sindaci, accompagnati talvolta dagli assessori e talvolta dai parroci, si sono radunati davanti ai loro municipi, alla stessa ora, per commemorare le vittime del Coronavirus.
Un minuto di silenzio e bandiere a mezz’asta, un lutto nazionale condiviso e sentito da tutti in una giornata che climaticamente ha reso ancor più d’effetto la commemorazione: le piazze deserte, il grigio delle nuvole e il vento che smuove le mascherine, i vestiti o le tonache dei pochi presenti.
All’iniziativa – partita dal presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, e subito condivisa dall’Upi nazionale – ha aderito anche l’Unione Province d’Italia dell’Emilia-Romagna, insieme a tutti i presidenti e i sindaci della regione.
Per quanto riguarda il Comune capoluogo, il sindaco Luca Vecchi è sceso in una spettrale piazza Prampolini con il vescovo di Reggio e Guastalla, Massimo Camisasca. Assieme hanno reso omaggio ai reggiani uccisi dal Coronavirus, accompagnati dagli uomini dell’Unione campanari reggiani che hanno fato suonare la campana civica posta nella Torre del Bordello.
«È un momento di grande dolore per la nostra comunità – ha spiegato il sindaco prima di prendere parte alla commemorazione – ogni giorno Reggio Emilia segue attraverso i canali ufficiali le ultime notizie sul numero di contagiati e di deceduti. Ma mai, neppure per un momento, dobbiamo dimenticare che dietro a quei numeri ci sono persone, famiglie, esseri umani che soffrono».
In questi giorni di reclusioni forzate, dolore e bisogno di speranza, ha continuato Vecchi, «ho cercato di esprimere il più possibile il sentimento di cordoglio e di partecipazione al lutto dell’amministrazione comunale verso chi ha perso i propri cari. Con questa cerimonia lo facciamo assieme a tutti gli altri Comuni italiani, ma ci sarà anche un momento in cui potremo farlo in modo ulteriore, quando l’epidemia sarà dietro le spalle».
La commemorazione è stata anche l’occasione, per Vecchi, di rinnovare «il mio appello a essere solidali, a continuare a essere comunità anche e soprattutto in un momento così delicato come quello attuale, nel quale per motivi sanitari è assolutamente vietato incontrarsi di persona, stringersi la mano, abbracciarsi. Esistono anche altri modi per essere vicini a chi soffre: basta una semplice telefonata, una video-chiamata per chi è attrezzato, per far sentire il proprio affetto a chi è andato incontro a un lutto così grande, acuito dal fatto che anche le cerimonie funebri in questa fase non si possono svolgere come di consueto. Per quanto possibile vorrei dire alle famiglie che in questo momento piangono i loro parenti che non sono sole: il Comune di Reggio Emilia è vicino a tutte loro».
Oltre a Vecchi e alle altre decine di sindaci reggiani, dalla Bassa all’Appennino, anche Giorgio Zanni ha partecipato al minuto di silenzio e lo ha fatto nella doppia veste di presidente della Provincia e sindaco di Castellarano.
«Questo piccolo ma significativo gesto – ha dichiarato Zanni davanti al municipio castellaranese – dimostra che tutte le amministrazioni pubbliche sono coese e unite nella battaglia contro questa emergenza e la vicinanza delle comunità che rappresentiamo ad ogni persona, ogni famiglia che sta vivendo il dramma del lutto e della malattia. Conosciamo la tragedia di chi non può nemmeno salutare per l’ultima volta un proprio caro, di chi è senza entrate economiche, di chi vive nell’incertezza di una malattia di cui non abbiamo ancora una cura. A tutti voi, diciamo che non siete soli». —
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