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Verifiche sulle aziende aperte Ammortizzatori: soldi subito

E.L.T.
Verifiche sulle aziende aperte Ammortizzatori: soldi subito

I sindacati al lavoro per controllare i casi di cambio in corsa dei codici Ateco  La Regione trova l’accordo con le banche per anticipare la cassa integrazione

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REGGIO EMILIA

«Stiamo facendo controlli per scovare i furbetti del codice Ateco». I sindacati delle tute blu reggiane stanno controllando i cambi in corsa di codice di attività di alcune imprese locali che così potrebbero tenere aperto nonostante non siano comprese originariamente nella lista delle attività essenziali. «Sono 600 le richieste di cassa integrazione solo nella meccanica reggiana» dice infatti Simone Vecchi, segretario della Fiom, che sta vagliando le liste.

La meccanica è infatti il maggior settore in provincia per numero di addetti. Trecento richieste sono state raggiunte con accordi sindacali, mentre già 280 aziende hanno annunciati di anticipare di tasca loro l’assegno della cassa integrazione, «segno della loro stabilità patrimoniale».

Si tratta di un nodo centrale della partita, visto che in tempi ordinari ci vogliono almeno 60 gironi affinché l’Inps liquidi la cassa. Per questo ieri è stato firmato a livello regionale un protocollo quadro per garantire la liquidazione anticipata degli ammortizzatori sociali e, così, il sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Il documento – che avrà validità nel periodo compreso tra il primo gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020 – è stato sottoscritto da Regione, istituzioni locali, istituti bancari, sindacati e rappresentanti delle imprese.

«Nessuno deve restare indietro. Questo accordo – affermano in una nota il governatore, Stefano Bonaccini, e l’assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro, Vincenzo Colla – va in questa direzione migliorando e uniformando gli strumenti per accompagnare lavoratori in difficoltà. Un modo rapido per assicurare alle famiglie continuità di reddito. Ma il nostro obiettivo principale resta quello di uscire più rapidamente possibile dalla crisi e trovarci pronti alla ripartenza». Nel dettaglio il protocollo prevede l’attivazione di finanziamenti individuali da parte degli istituti bancari a costo zero e a tasso zero per lavoratori dipendenti di aziende in crisi. Il finanziamento si configura come un anticipo sugli ammortizzatori sociali spettanti al lavoratore per supportarlo nei periodi di temporanea assenza di reddito, in attesa di percepire da parte dell’Inps le indennità di sostegno al reddito. I soggetti firmatari hanno costituito un tavolo tecnico, promosso e coordinato dalla Regione, che sarà l’organo decisionale e di gestione del protocollo e che si riunirà almeno due volte all’anno, giugno e dicembre, e comunque ogni qualvolta ne faccia motivata richiesta una delle controparti. Le banche aderenti all’accordo sono Bper Banca Popolare dell'Emilia-Romagna, Banca di Piacenza, Unicredit, Federazione Banche Credito Cooperativo, Cassa di Risparmio di Ravenna e Banca di Imola, Gruppo Bancario Icrea, Cassa di Risparmio di Cento, Intesa San Paolo, San Felice 1893 Banca Popolare, Crédit Agricole Italia, Banca Cambiano 1884 S.p.A., Monte dei Paschi di Siena. —

E.L.T.

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