«È importante accedere a tutte le nostre risorse»
La reggiana Caterina Pettinato conosciuta anche come “dottoressa gioia” «È utile mantenere una dose di razionalità»
Reggio emilia
Caterina Pettinato, psicologa e mental coach reggiana, appassionata di emozioni e di storie di vita, dagli inizi della sua carriera si occupa di come trasformare le emozioni in risorse da utilizzare nella vita quotidiana. È vicepresidente di “The Bridge for hope”, onlus che promuove attività complementari alle cure mediche – come la terapia della risata e l’estetica oncologica – per migliorare la qualità della vita dei malati oncologici e delle loro famiglie. Al Santa Marina Nuova, da un paio d’anni, gestisce il laboratorio “Club della risata” nell’ambito del progetto Lic Donna. Per tutti in ospedale è ormai la “dottoressa gioia”. È stata contattata in questi giorni, a causa del suo curriculum, da giornali e tv nazionali. Le abbiamo chiesto qualche consiglio.
Come fare a ritrovare il sorriso in questo momento?
«È fondamentale mantenere l’attenzione su tutti quegli aspetti della nostra vita che solitamente si danno per scontati ma che non lo sono. Iniziate a notare quante cose avete intorno che vi aiutano a stare bene: la vostra casa, i vostri affetti, piccoli oggetti che vi suscitano ricordi e sensazioni positive. Provate a fare una lista delle cose belle della giornata, della quotidianità: il cielo azzurro, il gustarsi un caffè, una telefonata... All’inizio penserete che di bello nelle vostre giornate attuali non ci sia niente, in realtà vi accorgerete che c’è tanto. In questo momento è importante accedere a tutte le risorse che si hanno. Createvi delle abitudini felici quotidiane come il dedicare tempo a un’attività che vi piace molto e che vi è possibile fare».
Ci sono persone che avevano già problemi di salute e, ora, il loro quadro clinico rischia di essere ulteriormente compromesso. E cresce la preoccupazione. Quali consigli si possono dare?
«Sentirsi preoccupati in questo periodo penso sia la normalità. Inoltre tutta la parte emotiva si amplifica: si ha paura di non riuscire più a gestire la quotidianità come prima. Sicuramente è molto utile mantenere una buona dose di razionalità e domandarsi spesso se la preoccupazione che si prova in un determinato momento è reale o è solo un pensiero amplificato. Naturalmente per chi ha già patologie pregresse è necessario prestare molta più attenzione, ma ciò non vuol dire limitarsi nel vivere bene, vuol dire adattarsi velocemente al momento e prendere le dovute precauzioni».
Tante famiglie sono preoccupate per i propri cari. Diversi hanno poi parenti ricoverati per Covid ma non possono andarli a trovare, per motivi di sicurezza. A loro viene dato un supporto?
«Sì, ed è fondamentale. Il nostro ospedale ha messo a disposizione un numero che si può chiamare per avere supporto psicologico. Inoltre, da professionista privata, posso dire che ho avuto un picco di richieste in queste settimane e che a volte faccio fatica a gestirle per la velocità con cui arrivano. Da una parte mi spiace perché capisco la criticità del momento, dall’altra mi rassicura perché, finché la gente chiede aiuto, c’è margine di benessere psicologico. Ciò è fondamentale per andare avanti».
Lei e altri suoi colleghi che già date un aiuto a chi vive situazioni difficili, cosa state notando in questi giorni?
«Per quanto mi riguarda ho avuto un picco di richieste che per la maggior parte sto gestendo online. Richieste che paradossalmente vanno ben oltre la paura del virus. Paura di rimanere soli, paura di questo “isolamento” umano, paura dei propri pensieri. È un importante campanello di allarme da non sottovalutare assolutamente. Mai come in questo momento è infatti fondamentale tutelare il benessere psicologico». —
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