Gazzetta di Reggio

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Coldiretti 

«È irrazionale ammassare scorte di cibo e bevande»

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Le code davanti ai supermercati non sono dovute soltanto al distanziamento e al conseguente ingresso contingentato. Subito dopo l’annuncio delle prime restrizioni si è verificato l’assalto ai punti vendita. Secondo un sondaggio di Coldiretti nel 38% delle case italiane sono state ammassate scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovarne più la disponibilità sugli scaffali. È una montagna di cibarie e bevande formata per il 26% da pasta, riso e cereali, per il 17% da latte, frutta e verdura, per il 15% da prodotti in scatola, per il 14% da carne e pesce, per il 7% da salumi e insaccati e per il 5% da vino e birra. «È un comportamento irrazionale – commenta Coldiretti – che mette sotto pressione il lavoro di oltre tre milioni di italiani che operano nella filiera alimentare».



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