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contro il sovraffollamento della pulce 

La Camera penale: «Bisogna diminuire il numero di detenuti»

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REGGIO EMILIA

Sotto la pressione della pandemia da Coronavirus, nel carcere di Reggio Emilia – come nelle altre strutture penitenziarie – rimane alta la tensione. Sovraffollamento, detenuti e agenti di polizia penitenziaria a rischio di infezione, il tribunale di sorveglianza che tarda a decidere (un legale segnala come un’istanza che ha presentato per il suo assistito da più di dieci giorni non ha ancora una risposta). La Camera Penale è perciò scesa in campo per chiedere «una immediata e significativa diminuzione della popolazione carceraria» e indica interventi «che assicurino una applicazione a favore di persone detenute per reati di non rilevante allarme sociale». Fra questi, la detenzione domiciliare, indipendentemente dalla disponibilità del braccialetto elettronico, per residui di pena inferiori a 2 anni; la sospensione fino al 30 giugno della emissione degli ordini di carcerazione di pene fino a 4 anni divenute definitive.

E ancora: la liberazione anticipata speciale, di 75 giorni a semestre, per buona condotta e l’estensione da 45 a 75 giorni per i semestri già oggetto di concessione; la concessione di licenze speciali di 75 giorni ai detenuti semiliberi; per i detenuti in attesa di giudizio, che rappresentano oltre un terzo della popolazione carceraria e che sono presunti innocenti dalla Costituzione, l’attribuzione al giudice competente di un termine di 5 giorni per riesaminare la situazione cautelare in funzione della concessione degli arresti domiciliari, tenendo in considerazione – sottolineano i penalisti reggiani – «il pericolo alla loro salute in rapporto alla caratteristica di extrema ratio della detenzione cautelare».

Intanto alla Pulce è stata avviata una raccolta-fondi. La direzione del carcere, insieme con l’associazione Senza Confini e la cooperativa sociale L’Ovile, hanno aperto il Fondo Emergenza Carcere istituito presso Mundus Fondazione di Comunità. La campagna per raccogliere risorse, servirà all’acquisto di prodotti per l’igiene personale, la sanificazione degli ambienti di vita, l’acquisto di tessere telefoniche per mantenersi in contatto con i famigliari, per il sostegno ai detenuti più poveri e per il supporto ai detenuti interessati dal decreto “Cura Italia” recentemente approvato dal Governo.

L’attività a Reggio Emilia è portata avanti dal centro per il volontariato DarVoce. Per donare Iban IT25S 06230 12700 000041824762 intestato a Munus – Fondo Emergenza Carcere. Nella causale occorre specificare “Donazione per il carcere di Reggio Emilia. Aiuti per gestire l’emergenza”. —

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