Medicina 2000, un altro medico è positivo
Salgono a 5 gli operatori infettati. «Perché la struttura non viene sanificata? E perché tanti giorni per avere l’esito?»
GUASTALLA
Nella struttura ambulatoriale “Medicina 2000” di Guastalla sono diventati quattro i dottori risultati positivi al Coronavirus, mentre anche per la seconda segretaria l’esito del tampone è negativo.
Ad un medico di famiglia della struttura, invece, è stato rifatto il tampone martedì. Pertanto vi sono ancora un medico e due infermiere che stanno aspettando l’esito del tampone. Una terza infermiera è ricoverata da giorni e le sue condizioni restano delicate.
GLI InTERROGATIVI
La cosa che però balza subito agli occhi è il fatto che i pazienti, dopo un paio di giorni, sanno l’esito del tampone mentre i medici, in prima linea contro il Covid-19 devono attendere molti più giorni. Perché? Un’altra domanda che i medici della struttura “Medicina 2000” pongono all’Ausl di Reggio Emilia e al sindaco Camilla Verona – primo cittadino che si occupa anche della tutela della salute – è «perché la nostra struttura non viene sanificata? È perché è privata?».
Intanto, grazie alla generosità di Luciano Francia, imprenditore guastallese, i medici di medicina generale stanno utilizzando i termo-scanner ad infrarossi per misurare la febbre a chi si reca in ambulatorio. Presidio prezioso che i medici si aspettavano fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ma che l’Ausl di Reggio Emilia non ha ritenuto di dover assegnare a “Medicina 2000” dove, peraltro, nove medici, un pediatra, tre infermiere e tre segretarie danno assistenza a qualcosa come circa 13mila utenti.
Altri due cittadini, in forma privata, hanno donato grandi occhiali, utilissimi a proteggere il personale sanitario che opera nella struttura. Nel frattempo ci sono medici ancora in quarantena che continuano a lavorare, in base alla direttiva del governo.
LA TESTIMONIANZA
«Restiamo sul campo, finché non si cade, ma è molto stressante – dice un dottore di “Medicina 2000” – ma è ancora più stressante dover aspettare nove giorni per conoscere l’esito del tampone, e ancora qualcuno non lo conosce. Abbiamo deciso di mettere in isolamento domiciliare chi è in attesa dell’esito del tampone».
«Succedono cose che non capisco – continua il medico che lavora nell’ambulatorio di via Primo Maggio a Guastalla – non le posso capire. Un collega, in prima linea, disarmato, può aspettare anche dieci giorni prima di conoscere il risultato, mentre due miei pazienti hanno fatto il tampone lunedì e martedì hanno avuto la risposta. Per pudore non ho chiesto loro che santi hanno e come si chiamano». —
M.P.
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