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Sette morti e 247 contagiati a Reggio Case di riposo: mistero sui numeri

Jacopo Della Porta

Accesso agli atti della consigliera comunale Rubertelli per conoscere le cifre di decessi e malati nelle strutture cittadine

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Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA

Sette morti e ben 256 nuovi contagiati. L’aggiornamento sull’andamento dell’epidemia consegna un aumento significativo dei casi di positività da Coronavirus nel Reggiano (ora a quota 2.566), che le autorità attribuiscono anche a un aumento dell’attività del laboratorio di analisi. «La refertazione dei tamponi del laboratorio di Reggio Emilia è passato da una iniziale produzione di circa 120 tamponi al giorno agli attuali 500 grazie alla acquisizione di nuove tecnologie e un incremento degli operatori formati per l’esecuzione dei tamponi». L’aumento deriva dall’incremento «della componente territoriale (drive in, strutture per anziani, ambulatori Covid) che si somma alla componente ospedaliera».

La stragrande maggioranza dei tamponi positivi non è ricoverata ma a domicilio: dei 247 casi in più ben 211 sono a domicilio, pari all’85%, con una riduzione dei casi ospedalizzati e un minor numero di decessi.

I nuovi decessi riguardano un uomo di Campegine di 80 anni, un uomo e una donna di Reggio Emilia, rispettivamente di 67 e 90 anni; un uomo di Luzzara di 63, un uomo di Sant’Ilario di 87, una donna di Montecchio di 82 e una donna di Ventasso di 90.

Sempre di più il fronte caldo è quello delle case di riposo. Un’emergenza resa ancora più drammatica dal clima di incertezza e assenza di dati sul numero di decessi nelle strutture. Situazione che aumenta di molto la preoccupazione dei familiari delle persone ricoverate, che non possono entrare all’interno delle case di riposo dal 4 marzo e non sempre sono riusciti a mettersi in contatto con i propri cari.

La consigliera comunale di Alleanza Civica Cinzia Rubertelli ha fatto una richiesta di accesso agli atti al Comune di Reggio per sapere quanti siano i contagiati e i deceduti nelle strutture gestite dalla Asp Rete. «Ho appreso, non senza stupore, che l’ente locale non lo sa – scrive la consigliera – infatti la dirigente competente mi ha informato di aver inoltrato una Pec con la richiesta ad Asp Rete. Ritengo gravissimo che il Comune non sia in possesso di nessuna informazione, vista la gravità della situazione. Durante la discussione sulla delibera di Bilancio nel trattare il punto relativo alle politiche per anziani, ho riformulato la domanda all’assessore Marchi, che non ha riferito nulla sul tema. Chiedo con urgenza chiarezza e massima trasparenza». Nei giorni scorsi anche i sindacati erano intervenuti per chiedere una maggiore condivisione delle informazioni.

In tutta la provincia le strutture per anziani fanno i conti con contagi e in molti casi decessi. Quello che non viene fornito al momento è un quadro complessivo a livello provinciale.

Nella Casa della Carità di Montecchio, solo per fare un esempio recentemente finito sotto i riflettori, cinque ospiti sono deceduti in ospedale e le analisi hanno confermato che erano affetti da Covid-19 (come confermato in modo trasparente dalla stessa struttura). Negli ultimi 20 giorni il numero di vittime è stato molto superiore, almeno 14 persone, anche se le cause non sono specificate. «Stiamo raccogliendo le informazioni su ogni decesso - dice la coordinatrice Barbara Golinelli - poi le comunicheremo alla Provincia e al Comune di Montecchio». In proposito il consigliere comunale e regionale della Lega Gabriele Delmonte ha interpellato la giunta regionale e l’amministrazione locale chiedendo numeri certi, ipotizzando almeno 10 vittime, oltre a numerosi contagi. Il sindaco Fausto Torelli ha replicato ieri con un videomessaggio su Facebook dove ha detto di essersi attivato insieme all’Ausl per andare incontro alle esigenze di personale della Casa della Carità.

Anche nella struttura Villa Paola di Castelnovo Monti si sono registrati vari decessi. La struttura può ospitare 60 persone ma attualmente ne sono ricoverate 37, anche perché i nuovi ingressi sono bloccati. Giordano Rodolfi, presidente della Cooperativa Creativ Cise che gestisce la struttura, conferma che ci sono stati più decessi rispetto ai periodi ante-Covid 19 e che ci sono dei contagiati tra gli ospiti. «Abbiamo dieci dipendenti in malattia su 35 - dice Rodolfi - di cui tre con Coronavirus. Per gli altri in malattia non si sanno le cause ma gli è stato chiesto di restare in quarantena». Questo naturalmente costringe gli operatori in servizio a turni massacranti e grandi sforzi. Anche Villa Paola ha adottato le misure per limitare il contagio. Già dai primi di marzo le visite sono bloccate e i pazienti distanziati. —

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