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Terminato l’intervento di sanificazione del tribunale

Tiziano Soresina
Terminato l’intervento di sanificazione del tribunale

Porte aperte e uffici vuoti per l’operazione finanziata con fondi del ministero  A marzo era scattato l’allarme dopo un caso positivo al Coronavirus

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Tiziano Soresina

/REGGIO EMILIA

Recuperare sul mercato le mascherine per proteggersi dal contagio da Coronavirus è un problema per tutti, specie per il Tribunale che ha non poche persone da proteggere, fra magistrati e dipendenti pubblici. E in una recente intervista rilasciata alla Gazzetta proprio Cristina Beretti, presidente del palazzo di giustizia, aveva lamentato questa difficoltà nel pieno dell’emergenza. Parole che non sono sfuggite agli imprenditori cinesi di Reggio Emilia, che ieri mattina hanno consegnato al numero uno del palazzo di giustizia due scatoloni con duemila mascherine chirurgiche, il che è un bel sospiro di sollievo per chi opera nella struttura giudiziaria.

“Superare le difficoltà stando sulla stessa barca” è lo slogan coniato dall’Associazione imprese cinesi in Emilia Romagna “per assistere l’Italia nella lotta contro l’epidemia”. Una consegna veloce, senza fronzoli, all’interno della struttura giudiziaria, ma che ha lasciato il segno, come rimarca la presidente Beretti: «Un atto di generosità particolarmente apprezzabile in un momento delicato come quello che stiamo vivendo». Mascherine che hanno già preso la strada degli uffici della procura, del giudice di pace, dell’Unep (operativo su notificazioni, esecuzioni e protesti) e del magistrato di sorveglianza.

Ma ieri per il foro di Reggio è stata una giornata importante anche per un altro motivo: nel pomeriggio è stata effettuata la sanificazione di tutto il palazzo di giustizia di via Paterlini, grazie all’ulteriore stanziamento di fondi da parte del Ministero. È stata effettuata una “disinfezione antibatterica e antivirale – si legge nella comunicazione – mediante utilizzo di nebulizzatore ulv (che consente la saturazione degli ambienti con nebbie secche e principi attivi disinfettanti) e di disinfettante anti-batterico e virucida privo di quaternari d’ammonio con azione battericida spinta fino ai microbatteri tubercolari”.

Per agevolare la complessa operazione tutti gli uffici, dal primo pomeriggio, sono stati lasciati liberi (dispositivi informatici spenti, scrivanie libere da documenti o da altri materiali di particolare interesse) e con le porte aperte. Ovviamente durante il trattamento i dipendenti non erano presenti e hanno ripreso possesso dei relativi uffici solo dopo due ore ed un’adeguata aerazione dei locali.

Ieri la sanificazione complessiva ha fatto da coronamento a tutta una precedente serie di operazioni: «Da quando è scattato l’allarme per il Coronavirus – spiega il presidente del nostro tribunale – alle pulizie ordinarie sono state affiancate, in una prima fase, quelle straordinarie con prodotti a base di ipoclorato di sodio e alcol. In quel momento c’era ancora un afflusso rilevante di pubblico e venivano disinfettate in particolare le aree più frequentate: corridoi, aule d’udienza, gli sportelli, le sale d’attesa. Poi si è passati ad una seconda fase in cui sono state disinfestate le zone comuni. A blocchi è stata fatta tutta la struttura, per poi ricominciare. Ora la sanificazione».

Con pure un momento delicato, quando il 4 marzo era emerso che un volontario operativo allo sportello dell’amministratore di sostegno (il pensionato è poi deceduto, ndr) era risultato positivo al Covid-19: «È stato fatto subito un intervento di decontaminazione secondo quanto previsto dalle circolari del ministero della Sanità e dagli organismi giudiziari, sentendo anche il servizio di Igiene pubblica. Un lavoro in profondità – rimarca Cristina Beretti – con le necessarie attrezzature nell’ala del secondo piano interessata». Con le misure prese (i magistrati lavorano in gran parte in smart working) e i controlli all’entrata da parte delle guardie giurate (nella maggior parte dei casi viene consigliato agli utenti di telefonare all’ufficio di competenza) sono crollati gli accessi: mediamente ogni giorno frequentavano il tribunale mille persone, negli ultimi giorni la media è stata di cinque utenti. Per venti dipendenti amministrativi è partito il progetto di telelavoro: in tribunale sono stati predisposti solo dei presidi nelle cancellerie per le urgenze, utilizzando il minimo indispensabile come personale. —

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