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RUBIERA, NONOSTANTE IL CORONAVIRUS 

Un dono a 37 ragazzi nella giornata dell’autismo

Luca Giuseppe Murrone
Un dono a 37 ragazzi nella giornata dell’autismo

Oggi la consegna a giovani dai 3 ai 25 anni da parte dell’associazione Errepiù «Materiale per attività creative per far sentire che siamo vicini a loro»

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RUBIERA

Oggi, 2 aprile, si celebra la Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo. Quest’anno, nonostante l’emergenza Coronavirus che ha sospeso numerose iniziative, c’è chi non rinuncia a celebrarla, anche usando metodi innovativi. L’associazione Errepiù di Rubiera è tra queste, e con il contributo oneroso del Comune di Rubiera ha deciso – proprio in occasione di questa giornata – di donare le scatole “R+” consegnando regali personalizzati a 37 bambini e ragazzi dai 3 ai 25 anni.

Ogni scatola “R+” contiene materiali educativi, materiale per giocare in due – magari con un adulto o con un fratello o sorella – uno o più buste di materiali per attività creative, materiali costruiti dai volontari per le competenze finomotorie, una foto di una tata con un messaggio speciale, una lettera e del materiale destinato ai genitori e una lettera e dei regali per i fratelli e sorelle. Inoltre nella scatola si troverà un giocattolo che il bambino o ragazzo solitamente utilizza alla “scuola delle stelle” di Rubiera, dove si svolgono attività di intervento educativo personalizzato.

Inizialmente destinata alle persone con autismo, la campagna, nel tempo, ha dimostrato di essere utile per offrire un gesto concreto di presenza nelle case in cui uno o più bambini o ragazzi con bisogni speciali di diversa natura stanno vivendo una forte deprivazione di stimolazione ludico-creativa e abilitativa.

«R+ è il simbolo di “rinforzo”, il principio fondamentale della scienza applicata che utilizziamo nel nostro lavoro di psicologi, pedagogisti o tecnici della riabilitazione – spiega alla Gazzetta di Reggio Fabiola Casarini, fondatrice dell’associazione –. R+ è il principio scientifico che spiega la funzione della maggior parte dei comportamenti degli organismi viventi, incluse le persone. Come ricercatori, studiamo l'efficacia e l’efficienza di trattamenti per bambini e ragazzi con disturbi dello sviluppo, autismo e multidisabilità, e ci poniamo nei confronti delle istituzioni pubbliche come aiutanti e sostenitori».

L’emergenza Coronavirus non ha di certo interrotto la loro generosità. «Dal punto di vista di chi ha la nostra professionalità – continua Fabiola Casarini – il disagio psicologico, i pensieri depressivi, omicidi e la tendenza al suicidio che riscontriamo nei famigliari e il peggioramento dei comportamenti dei disabili assomigliano a quelli dei periodi di Natale e Ferragosto, ma a condizioni mai sperimentate prima e di durata protratta».

Le scatole sono state confezionate nei giorni scorsi dalla dottoressa Elisa Galanti e saranno consegnate a domicilio, senza contatto fisico, da volontari dell’associazione. Seppure personalizzate, le scatole contengono comunque un messaggio uguale per tutte in una lettera che dice: «Ciao! Siamo i volontari di Errepiù, un’associazione di analisti del comportamento e professionisti dell’educazione. La nostra speranza, nel farvi arrivare questo segno della nostra presenza vicino a voi, è che da grandi siate orgogliosi di far parte della nostra comunità e abbiate voglia di aiutare gli altri».

Oltre al bel messaggio dei tanti professionisti volontari di Errepiù, è arrivato anche il ringraziamento del sindaco Emanuele Cavallaro, che dice: «Ringrazio tutti i volontari impegnati e l’associazione Errepiù per donare un regalo in più a questi ragazzi e alle loro famiglie per la situazione in cui si trovano in questo momento. Non possiamo essere fisicamente vicini, ma un sorriso vogliamo comunque regalarglielo».

L’amministrazione comunale di Rubiera, quindi, ha risposto prontamente all’invito di Errepiù patrocinando il progetto dell’associazione che, tramite Fabiola Casarini, dice: «Famiglie, noi ci siamo. Ringraziamo anche noi il Comune di Rubiera per aver accettato la nostra proposta ricordarndosi di queste persone che hanno particolarmente bisogno di percepire la consapevolezza della loro situazione da parte delle istituzioni». —

Luca Giuseppe Murrone

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