Il figlio di Giacomo Chiappero «Cerco il salvatore di papà»
In vista delle cerimonie per il 75esimo anniversario della Liberazione Istoreco rilancia il desiderio di Paolo: incontrare i parenti del meccanico Rino
REGGIO EMILIA
Appelli e chiamate per la memoria e per ritrovare bravissimi meccanici reggiani, capaci di pilotare una fuga da Berlino. L’inizio di aprile segna anche l’avvicinamento al 25 Aprile, al 75esimo anniversario della Liberazione, una ricorrenza che inevitabilmente sarà condizionata dai problemi sanitari ma che le varie realtà storiche attive sul territorio intendono cercare di onorare.
L’istituto storico Istoreco, recuperando materiali dai propri archivi, ha lanciato una richiesta di aiuto collettiva rivolta ai reggiani, per dare il nome al protagonista di una vicenda turbolenta e romantica, di cui Gazzetta aveva già parlato a inizio 2019. «Il Viaggio della Memoria di Istoreco è, da sempre, fatto anche di ricerca e di collegamenti internazionali. Quest’anno è stato annullato il terzo turno, ma prima 730 reggiani hanno potuto visitare i luoghi della persecuzione e della Liberazione a Berlino. Uno dei luoghi visitati è il Centro di Documentazione sui Lavori Forzati. Ora ci hanno contattato perché si sta cercando un deportato reggiano. O meglio stiamo cercando il nome e la storia di un deportato reggiano», si spiega.
Oltre un anno fa Paolo Chiappero, figlio di Giacomo, ha pubblicato un romanzo, “Fuga da Berlino”, basato sulle memorie di suo padre Giacomo. Il genitore era un militare italiano (Imi) che dopo l’8 settembre 1943 si rifiuta di combattere a fianco ai fascisti e nazisti e si ritrova deportato e internato a Berlino. Giacomo deve lavorare nella produzione bellica della fabbrica Butze-Werke, al civico 26 di Ritterstrasse nel quartiere di Kreuzberg. Dai racconti paterni risulta una fuga da Berlino, da marzo 1945 fino a maggio 1945: una tempistica confermata dal foglio matricolare di Giacomo Chiappero. Questa fuga era chiaramente centrale nella memoria del padre e così era centrale il compagno di fuga, un Imi reggiano di cui Giacomo non ricordava il nome. I dettagli mancano: forse si chiamava Rino, forse era meccanico di mestiere. Comunque il compagno reggiano ha fatto funzionare un’auto, forse una Volkswagen, con la quale i due riescono allontanarsi da Berlino e raggiungere l’Italia. Giacomo Chiappero l’ha sempre considerato il suo salvatore.
«Qualcuno di voi, amici di Istoreco, ha mai sentito raccontare nelle vostre famiglie una storia che potrebbe essere quella del “salvatore” di Giacomo Chiappero? Qualcuno può aiutarci nella ricerca di questo Imi reggiano? Per segnalazioni, scriveteci a comunicazione@istoreco.re.it», è l’appello di Istoreco.
Anche l’Anpi di Reggio è in un periodo di ricerca e invita «iscritti e cittadini a trasmetterle riflessioni, considerazioni, sentimenti, paure e idee che gli sono scaturite in questo periodo di isolamento in casa per prevenire la diffusione del virus. Mandateci un vostro scritto o un video senza vincoli su contenuto e modalità della realizzazione». La sosta in casa può essere l’occasione «per cercare interviste, foto, documenti e filmati (memorie della Resistenza dal 1945 a oggi), dimenticati nelle scatole, nei ripostigli, nelle cantine, nei solai e inviarcene copia».ù Il materiale va inviato a comitatoprovinciale@anpireggioemilia.it indicando nell’oggetto: “Cronaca e memoria virus 2020”, e verrà poi pubblicato e diffuso. —
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