Punti nascita provinciali chiusi si partorisce solo al Santa Maria
Dal primo gennaio al 19 marzo sono nati 797 bambini in tutta la provincia Adesso tutte le partorienti vengono indirizzate a Reggio
REGGIO EMILIA
Eppur si nasce. Come è ovvio il Covid-19 non ha fermato i parti. Da inizio gennaio al 19 marzo i bambini nati in provincia di Reggio Emilia sono stati 797.
Di questi, 491 sono venuti alla luce al Santa Maria Nuova (184 in gennaio, 171 in febbraio e 136 nei primi giorni di marzo). A Guastalla sono nati 50 bambini in gennaio, 50 in febbraio e 26 in marzo. A Montecchio i nati in gennaio sono stati 53, in febbraio 41 e in marzo 36. A Scandiano sono nati 27 bambini in gennaio e 23 in febbraio. In marzo l’ospedale è stato trasformato in ospedale Covid, e quindi il punto nascita è stato chiuso. La stessa sorte toccata, poco dopo, al punto nascita di Guastalla e a quello di Montecchio.
Ora si può nascere solo al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove sono arrivati ostetriche, ginecologi, pediatri da tutta la provincia. In pochissimo tempo il personale sanitario ha imparato a lavorare insieme, come un’unica squadra, adattandosi a ritmi e modalità nuove di lavoro. A causa della situazione emergenziale sono state spostate all’esterno dell’ospedale tutte le prestazioni non urgenti o necessarie, liberando così molti posti letto che prima erano riservati alla ginecologia. Visto l’impegno dei medici anestesisti sul fronte Covid-19, è stata sospesa la partoanalgesia (il cosiddetto parto “indolore”). Restano invece i servizi del Nido e l’assistenza individuale alle neo o future mamme. Nonostante la riduzione degli accessi in reparto, i papà continuano ad assistere al parto e possono stare vicino alle mamme nelle ore successive alla nascita del piccolo. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
