«Sulle ricette informatizzate ci sono ancora problemi»
REGGIO EMILIA.
«Ci problemi per informatizzare le ricette rosse e le bianche di classe C. Ho chiesto chiarimenti alla Regione e sono in attesa di una risposta». Lo riferisce Euro Grassi, segretario provinciale Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale.
«Da adesso, in teoria, un medico fa una ricetta al telefono e un paziente può andare direttamente in farmacia, con il suo tesserino sanitario, per ritirare il farmaco. Un sistema che con l’emergenza Coronavirus è diventato consentito anche per coloro che non hanno ancora attivato il fascicolo sanitario elettronico».
Secondo Grassi, tuttavia, risultano dei problemi per determinate categorie di farmaci. «Le ricette rosse non passano nel canale informatico che arriva nelle farmacie – spiega – ho chiesto alla Regione un richiesta ufficiale di chiarimenti».
Un sistema informatizzato che, secondo il segretario provinciale della Federazione italiana dei medici di medicina generale, rappresenta senza dubbio un ulteriore incentivo a rimanere a casa: un modo per non intasare gli ambulatori dei medici di base con lo scopo di ottenere ricette cartacee, aiutando inoltre anche l’ambiente, dal momento che si eviterebbe il consumo di carta e di inchiostro, limitando quindi l’inquinamento.
«Ci sono anche “farmacie intelligenti” – aggiunge Grassi – che si fanno dare una delega dal paziente per ritirare la ricetta. Ma attraverso questo sistema si può andare direttamente in farmacia e, dopo aver chiesto telefonicamente al medico una ricetta, si può ritirarla direttamente mostrando al farmacista il tesserino sanitario. Ci sono però problemi per informatizzare ricette rosse e bianche di classe C, che credo debbano essere risolti». —
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