Gazzetta di Reggio

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«Abbiamo dovuto cambiare il passo Non lasciamo indietro nessuno»

Roberto Crotti * ; * responsabile di Plesso Primaria G. Carducci i. c. Leonardo da Vinci

La testimonianza del maestro Crotti della primaria Carducci «In ogni classe grande complessità: ci guida il buon senso»

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L’INTERVENTO

Roberto Crotti *

Quello alle nostre spalle è stato un mese intenso in cui spesso abbiamo dovuto rincorrere gli avvenimenti ed adattarci ad una situazione in continuo divenire: la scuola ha iniziato con una prima settimana di chiusura dal 23 febbraio, seguita da una seconda settimana e poi dal prolungamento fino al 3 aprile e ora fino al 13. In questo tempo, prima ancora che da direttive venute dall’alto, abbiamo cercato di farci guidare dal buon senso e dal continuo confronto con i rappresentanti delle famiglie, che hanno svolto un lavoro difficilissimo e davvero impegnativo per riuscire a mantenere i contatti con tutti i bambini della nostra scuola.

Come si è visto dal susseguirsi repentino di note ministeriali e circolari, a tutti i livelli la situazione ha imposto di “aggiustare il tiro” giorno per giorno; la verità è che nessuno era veramente pronto per affrontare quello che è successo: non lo era la scuola nel suo complesso, né noi maestri e nemmeno le famiglie. Non eravamo pronti né come mezzi informatici né come modalità di lavoro.

Tutti abbiamo dovuto cambiare il passo. In questo contesto, e in questa prima fase, abbiamo scelto volutamente di lasciar libero ogni gruppo di insegnanti per permetter loro di utilizzare ciò che già conosceva e che poteva essere più pratico e veloce per loro e per le famiglie. La scelta del nostro corpo docente è stata di cercare per ogni classe i mezzi più adatti, che rispondessero alle esigenze particolari di quel contesto e che sono diverse per ciascuno di essi: le situazioni sono le più disparate a partire dagli strumenti informatici.

Per dare qualche numero, su 227 bambini della nostra scuola, 96 non hanno un Pc (42%), 90 non hanno una connessione ad Internet (40%), 139 non hanno una stampante (61%).

Allo stesso modo, sono diversissime le richieste che provengono da famiglie della stessa classe: alcune chiedono di andare avanti con il programma, si sono anche molto velocemente attrezzate e vorrebbero utilizzare anche alla scuola primaria mezzi come le videoconferenze, altre dicono di non avere connessione internet, o essere in possesso solo del cellulare dei genitori, altri dicono che possono stampare ma non utilizzare un pc, altri che possono utilizzare un pc ma non stampare, altri non si fanno vivi e non rispondono alle chiamate dei docenti.

In queste settimane sono caduti anche molti muri da questo punto di vista: tanti docenti hanno cercato più e più volte molti alunni, anche utilizzando il proprio numero di cellulare, la propria email personale, in alcuni casi andando a suonare ai campanelli. Alcuni docenti, finché si è potuto, hanno anche portato i compiti a casa degli alunni, quando la situazione lo richiedeva.

Al momento, nonostante questo lavoro di “recupero” costante, circa una trentina di alunni risulta dispersa, non risponde al cellulare nonostante le numerose chiamate e con altri venti-venticinque bambini i rapporti risultano molti difficili: le famiglie rispondono raramente alle chiamate ed è necessario un continuo sollecito da parte nostra per avere un feedback.

Nelle ultimissime settimane, lentamente, ci si sta organizzando, visto anche il prolungamento della sospensione, sia in termini di strumentazione che di progettazione delle attività, anche perché si configura sempre di più la necessità, che forse è la vera priorità, di mantenere vivi i contatti dei bambini fra loro (visto il tempo sempre più lungo di sospensione e del conseguente isolamento emotivo e sociale). Stiamo cercando pc e mezzi informatici per darli in comodato d’uso agli studenti in difficoltà, e contemporaneamente i docenti si stanno velocemente formando su diversi strumenti informatici, fra cui videolezioni e “portali social” specifici per le scuole, che però saranno utilizzati solo se il contesto lo permetterà e quando avremo una risposta significativa da parte delle famiglie.

Una questione davvero importante è infatti quella di non voler lasciare indietro nessuno in una situazione in cui si chiede anche a tutti un cambio di marcia, e in cui chi rischia di più sono gli alunni che vivono difficoltà anche in contesti più “normali”. Il nostro obiettivo è stato, fin da subito, quello di trovare il modo per permettere a tutti di proseguire il proprio percorso educativo e didattico.

Una soluzione vera per quadrare il cerchio delle diverse istanze forse non c’è, ma la strategia che abbiamo trovato finora è stata quella di lavorare allo stesso tempo su più canali e con più modalità contemporaneamente: cartaceo (finché si è potuto), file in pdf, indicazioni di siti didattici dove ognuno, se in possesso di un pc, potesse continuare a lavorare, libri fisici e/o libri digitali, email personalizzate per bambini in difficoltà, videochiamate in alcuni casi, telefonate.

Si è quindi cercato di costruire percorsi paralleli in base al mezzo che ogni famiglia è in grado di utilizzare.

Penso che la nostra scuola non faccia eccezione rispetto a tutto ciò e che molte altre si stiano muovendo con modalità simili. Mi sento di chiedere alle famiglie di avere fiducia nei propri docenti, perché solo loro hanno il quadro generale della situazione e hanno la responsabilità di trovare un equilibrio in questa complessità.

In ogni caso, sul piano didattico mi sento, come docente, di tranquillizzare tutti: non sono certamente due mesi di sospensione che possono inficiare il percorso scolastico dei ragazzi.

Ormai l’idea di un programma chiuso e di argomenti prefissati da affrontare mese per mese è tramontata: quello a cui si tende, da dieci e più anni a questa parte, sono i traguardi di sviluppo, le competenze che sono altra cosa rispetto alle conoscenze; gli argomenti senz’altro sono importanti, ma lo è di più il cosa ogni bambino sa fare (i passaggi logici, la ricerca efficiente di informazioni, i collegamenti...) e queste sono competenze su cui si lavora a prescindere dagli argomenti. E’ un percorso che non subisce alcun tracollo in due mesi in cui i bambini non possono evidentemente, anche al netto di strumenti e piattaforme, essere seguiti e sostenuti nello stesso modo». —

* responsabile di Plesso

Primaria G. Carducci

i. c. Leonardo da Vinci

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