Alla ripresa del 16 aprile udienze penali in dubbio per il rischio-affollamento
Mascherine, guanti e distanze potrebbero non bastare nel caso ricorrente di aule strapiene di persone coinvolte Meno problemi in campo civile
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA
Anche nel nostro palazzo di giustizia sembra passato un secolo da quando – in piena emergenza Coronavirus – il decreto governativo “Cura Italia” (in vigore dal 17 marzo) ha rinviato d’ufficio fino al 15 aprile le udienze dei procedimenti civili e penali (per quest’ultimi salvo i casi in cui l’imputato è in custodia cautelare).
Un prolungamento di due settimane del termine precedentemente previsto, perché sarebbe stato impossibile rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro tra gli individui ed evitare contatti troppo ravvicinati..
E così hanno fatto il debutto le video-udienze per gli interrogatori di garanzia e le convalide.
Un blocco che è coinciso anche con l’attività investigativa in senso stretto dei magistrati inquirenti che in questo periodo non possono emettere avvisi di chiusura indagine o chiedere rinvii a giudizio degli indagati.
E sono “anche sospesi i termini per il deposito delle motivazioni di provvedimenti giudiziari, per le impugnazioni e tutti i termini procedurali”.
Ma dopo Pasqua e più precisamente dal 16 aprile in avanti cosa succederà, in special modo relativamente alle udienze?
Il problema sembra meno stringente in campo civilistico, dove da tempo è partito il processo telematico e la presenza in tribunale delle parti in causa si è ridotta di molto. Invece non sarà facile affrontare il “nodo” dei processi penali, in cui solitamente i fascicoli da smaltire sono tanti, le persone si ammucchiano in aula (magistrati, avvocati, imputati, testimoni, consulenti, forze dell’ordine, cronisti) e non sono certo sufficienti le contromisure prese (mascherine chirurgiche, guanti, distanze corrette fra i presenti in aula) nell’ultimo mese per affrontare le direttissime che non hanno certo i “numeri” di parti coinvolte come invece avviene nei procedimenti ordinari.
Un rebus penalistico non indifferente su cui peseranno anche le disposizioni ministeriali intrecciate con quelle sanitarie. Si andrà ad un nuovo massiccio rinvio, in attesa che la pandemia da Covid-19 venga sconfitta? —
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