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Esami di maturità, l’unica soluzione è una prova orale in videoconferenza

Luciano Salsi
Esami di maturità, l’unica soluzione è una prova orale in videoconferenza

se non si tornerà a scuola entro il 18 maggio 

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REGGIO EMILIA

La si attendeva ieri, ma è stata rimandata a domani la pubblicazione del decreto che stabilisce come si concluderà questo tribolatissimo anno scolastico.

L’unica certezza è che non ci saranno bocciature e chi risulterà insufficiente potrà cercare di colmare le lacune a settembre con corsi di recupero più intensi e strutturati di quelli ordinari. Intanto nelle scuole superiori prosegue l’insegnamento a distanza, a cui la maggioranza degli studenti partecipa con un impegno pari quasi a quello dimostrato nelle aule. Per quanto riguarda l’esame di maturità si prendono in considerazione le tre eventualità prospettate nella bozza del decreto: prove alleggerite con commissioni interne se si ritornerà a scuola entro il 18 maggio, in caso contrario soltanto un colloquio interdisciplinare, che potrebbe essere sostenuto on line se l'emergenza sanitaria continuerà in giugno.

«C'è molta incertezza – commenta Daniele Castellari, docente di italiano e latino nel liceo Aldo Moro – e navighiamo a vista. Penso che, se non si tornerà a scuola, l’unica soluzione possibile sia una prova orale interdisciplinare in videoconferenza. Sarebbe un’occasione straordinaria, per noi insegnanti, di esprimere una valutazione formativa che tenga conto, al di là di uno stretto cognitivismo, di elementi solitamente negletti quali l'impegno, la partecipazione e la capacità di argomentare con coerenza. Per quanto riguarda il profitto nelle singole materie abbiamo a disposizione i voti del primo quadrimestre e di una parte del secondo, oltre alle verifiche effettuate in seguito on line. Diversamente avremmo qualche settimana di lezioni in aula per preparare gli studenti a sostenere gli scritti. È un po’ contradditorio, però, l’annuncio della soppressione delle prove Invalsi, che venivano considerate un fiore all'occhiello come strumento di valutazione».

Se, come pare, gli studenti di quinta saranno esaminati dai loro stessi professori in qualità di commissari interni, la responsabiità del controllo sarà affidata all'unica componente esterna, cioè ai presidenti. Questa funzione spetta perlopiù ai dirigenti scolastici, che sono i primi destinatari dell'imminente decreto.

«Stiamo aspettando – riferisce Mariagrazia Braglia, preside dell'istituto Zanelli – le indicazioni ministeriali su come condurre gli esami di maturità e gli scrutini finali e sul modo di fare recuperare le lacune della preparazione scolastica. Intanto siamo concentrati sulla gestione a distanza di tutta l'attività, compresa quella dei consigli di classe a cui spetta, fra l'altro, l'adozione dei libri di testo. Per facilitare l'organizzazione della didattica ed evitare le sovrapposizioni abbiamo previsto che le lezioni on line si tengano con lo stesso orario settimanale delle lezioni in presenza. Abbiamo verificato, però, che non le si può tenere per cinque ore consecutive, anche per evitare l'eccessiva esposizione ai videoterminali. Perciò normalmente le classi sono impegnate per tre ore al giorno. Il resto dell'orario è dedicato al potenziamento, al recupero e alle verifiche a distanza. I voti sono regolarmente registrati. Alla fine dell'anno si riflettarà sul peso da attribuirvi sulla base delle disposizioni ministeriali.

«L’esame di stato – sottolinea Rossella Crisafi, dirigente del liceo Ariosto-Spallanzani – si terrà in forma diversa a seconda del rientro delle classi prima o dopo il 18 maggio. Intanto ci concentriamo sulla didattica a distanza, che è molto attiva e si avvicina all'orario normale. Quattro ore al giorno sono coperte con le lezioni. Il resto è dedicato alle verifiche. La didattica a distanza non può sostituire il dialogo formativo diretto, ma è necessaria. Di conseguenza la programmazione è rimodulata. La valutazione è un diritto degli studenti ed è valida anche in queste condizioni». La maggior parte dei professori si è dovuta rapidamente aggiornare per potere utilizzare tutti gli strumenti che la moderna tecnologia mette a disposizione: «Ci serviamo – spiega Francesca Burani, docente di matematica e fisica nel liceo Aldo Moro – delle piattaforme di Google Classroom. Nelle materie scientifiche è utile la piattaforma “moduli”, che consente di somministrare test a risposta chiusa con il correttore automatico. In matematica esiste la difficoltà delle formule, che non si scrivono facilmente sulla tastiera. Perciò gli studenti eseguono molte esercitazioni sulla carta e me ne tramettono la fotocopia. Le lezioni a distanza coprono circa 18 o 20 ore dell'orario settimanale di ogni classe. Si riducono gli argomenti e gli approfondimenti, ma si presta attenzione alla partecipazione, alla puntualità e all'assunzione di responsabilità». —



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