Insieme issiamo il bimbo sul leone di Reggio Emilia
I vostri progetti per la ricostruzione. La Gazzetta da oggi raccoglie gli impegni attraverso la mail reggiofutura@gazzettadireggio.it
Un bimbo a cavallo di un leone di San Prospero. Cioè la speranza in groppa al vigore di Reggio Emilia. Abbiamo scelto questa immagine per disegnare il tempo che verrà dopo l’epidemia, quello che con il suo appello il vescovo indica come la stagione della ricostruzione. Settembre, speriamo, crediamo, diciamo settembre.
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Massimo Camisasca chiama tutti alla mobilitazione: sindaci, imprenditori, commercianti, artigiani, agricoltori, banche, fondazioni, enti, organizzazioni, famiglie, perché da adesso si impegnino a far ruggire il leone. Non è l’invocazione a una colletta, ma per una dichiarazione di intenti.
Ognuno cavi un progetto dal cassetto, lo inventi, lo spinga, lo finanzi, lo realizzi, così da far muovere l’economia, da poter resistere allo sgomento e alla tentazione della passività, per salvaguardare i posti di lavoro, fare, ed essere ancora i reggiani di sempre. Lavoro, umanità, crescita.
La Gazzetta da oggi si mette a disposizione per raccogliere i progetti, compilare e aggiornare l’elenco di coloro che vorranno intraprendere cantieri, avviare investimenti, inaugurare produzioni, fissare obiettivi. Da nuove linee di produzione in azienda alla ristrutturazione dell’appartamento, dalla creazione di nuova occupazione a opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Attività, attività, attività.
L’indirizzo a cui fare riferimento per dire “io ci sono, io faccio” è reggiofutura@gazzettadireggio.it. La partecipazione non è una vetrina. Quella corrente non è l’epoca delle passerelle e delle apparizioni. Chi parteciperà sarà un mattone. Uno sull’altro. Uno dopo l’altro, per affermare appunto “io ci sono, io faccio”.
Aspiriamo alla costruzione di un elenco di azioni, quindi di azionisti che in proprio partecipano al riavvio socioeconomico della città e del territorio. Si tratta di un’intonazione nuova della storia nostra: coscienza della cooperazione ed etica dell’imprenditoria. Possono stare insieme.
Ad avviare l’elenco – già da oggi – è proprio la Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla. Mette ai blocchi di partenza alcuni progetti esecutivi da avviare appunto a settembre. È il mese nel quale il nostro calendario, il nostro orologio sociale e produttivo, dal secondo dopoguerra ha avviato la ripresa, la riapertura dei cancelli, il ritorno al lavoro (per tutti). Quest’anno ora più che mai.
Ma c’è una barriera italiana. L’ostacolo endemico nazionale. La burocrazia. Il vescovo non l’accenna o sfiora, ma ne parla chiaramente. Addita la burocrazia come il peggior freno di ogni ricostruzione in tempo ordinario come del post-cataclismi: terremoti, alluvioni, eruzioni e infine pandemie. Camisasca: “Risolviamo immediatamente gli intoppi burocratici, oggi più che mai incomprensibili e inaccettabili!”. Il vescovo tocca un altro intoppo, indica un ulteriore rischio, quello dell’egoismo: “Non perdiamo tempo: investiamo le risorse che abbiamo a disposizione, non chiudiamoci in noi stessi cercando di custodire i risparmi per i tempi che verranno. Sono certo che anche gli istituti di credito faranno la loro parte”.
La sollecitazione è generale. Ci tornano alla mente le parole di Giovanni Paolo II, pronunciate all’inizio degli anni Novanta nel capoluogo di una provincia vicina: “Non rinchiudetevi nel ristretto recinto del vostro benessere”. Lo ha fatto più recentemente Papa Francesco, in Bolivia cinque anni fa, dove ha esortato a “non confondere il bene comune con il benessere”. Il primo è democratico e pacificante, il secondo è parziale e attizza i conflitti.
Bergoglio: “Se la crescita è solo materiale, si corre il rischio di tornare a nuove differenze, si corre il rischio che l'abbondanza di alcuni si costruisca sulla scarsezza di altri. Perciò, oltre alla trasparenza istituzionale, la coesione sociale richiede uno sforzo nell’educazione dei cittadini”. Sostituiamo la parola “crescita” con “ricostruzione” e la prospettiva non cambia. La speranza non muta, perché la regola è questa: si riparte tutti insieme.
Chiudo questo editoriale in una maniera insolita, perché queste settimane sono insolite, perché il futuro non sarà il solito. Quali progetti intendono varare in settembre questi protagonisti reggiani: i sindaci, il presidente della Provincia, la Camera di commercio, gli industriali, i commercianti, gli artigiani, gli agricoltori e le loro organizzazioni, il mondo della cooperazione, le banche e le fondazioni, gli enti, la scuola e Unimore, le famiglie? Attendiamo risposte per issare il bimbo in groppa al leone di Reggio Emilia.
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