Reggio prima in regione per contagiati Sono 264 le persone uccise dal virus
Drammatico record di positivi per la provincia reggiana, ma Venturi rasserena: «Sono tranquillo, state facendo bene»
reggio emilia
Un dato che non avremmo voluto mai scrivere, che non è segnale della presenza di un focolaio ma certamente sintomo di un’epidemia tutt’altro che risolta. Anzi, in continua ascesa. La provincia di Reggio, dopo una triste scalata portata avanti nei giorni scorsi, da ieri è il territorio con più contagiati di tutta l’Emilia-Romagna: 2.815 secondo i dati forniti ufficialmente dall’Ausl, quattro in più rispetto a Piacenza che, dall’inizio della diffusione del virus in regione, è sempre stata considerata la zona più colpita. Anche se, è bene ricordarlo, il Piacentino è molto meno popoloso rispetto al nostro territorio e dunque conta un rapporto di malati rispetto a popolazione sana molto più elevato.
Analizzando nel dettaglio la situazione di Reggio, l’ incremento di 135 casi rispetto a giovedì se non altro non ha gravato sulle terapie intensive reggiane.
Nessuno dei nuovi pazienti, infatti, ha riscontrato sintomi gravi tali da necessitare l’utilizzo della respirazione artificiale. Venti, invece, le persone ricoverate in altri reparti (928 in totale) e 115 quelle in isolamento domiciliare (1.790 totali). Cresce, purtroppo, anche il numero dei decessi: altre 14 le persone uccise dal Coronavirus fra le 12 di giovedì e le 12 di ieri.
Si tratta di tre donne e undici uomini, fra i sessanta e i novant’anni: cinque di loro erano residenti a Reggio Emilia e gli altri a Boretto, Casina, Castelnovo Monti, Correggio, Gattatico, Rubiera, Scandiano, Ventasso e un non residente in provincia. Si alza, fortunatamente, anche il numero dei reggiani clinicamente guariti, ovvero che non presentano più sintomi della malattia: 225 quelli complessivi.
Nonostante il record negativo, il commissario ad acta regionale Sergio Venturi ha rassicurato i reggiani. E lo ha fatto, con il suo solito stile tranchant, durante una diretta online organizzata con il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi.
«Sono tranquillo quando parlo con i reggiani – ha dichiarato Venturi – stanno facendo quello che c’è da fare con sicurezza e determinazione. Poco mi importa dei tamponi positivi se corrispondono a persone senza sintomi o quasi, non li guardo quasi più, la cosa fondamentale è che gli ospedali riescano a dimettere più di quello che acquisiscono».
Per quanto riguarda l’andamento dell’epidemia in provincia, il commissario ha ricordato come l’ondata del virus sia partita da Piacenza e che «a febbraio a Reggio c’erano meno di 20 casi al giorno e siamo arrivati al 14 marzo con una media di 120 casi. Il record, se così vogliamo chiamarlo, è fisiologico perché siete il doppio degli abitanti di Piacenza ma soprattutto non dovete avere paura perché i vostri ospedali dimettono più pazienti di quelli che ricevono e questa è la principale condizione che ci fa dire che l’epidemia è in fase calante, che arrivano casi meno gravi e che se riusciamo a dare un altro strattone al virus ci allontaniamo progressivamente dalla fase di rischio, programmando un ritorno alla normalità».
Altra situazione sono invece le case protette, i luoghi che più di tutti preoccupano le istituzioni: «Lì ci sono decine e centinaia di ospiti ad alto rischio – ha ricordato Venturi – anziani, malati cronici, allettati, tutte condizioni che possono condurre a un aggravamento con questo virus». Reggio Emilia, però, in questo si sta comportando bene: mandare i medici direttamente nelle case di riposo per eseguire i test sta dando i primi risultati. «Il modello di Reggio l’ho proposto alle altre province – ha concluso il commissario – perché consente di fare quello che serve per debellare questo virus dalle nostre comunità».
Guardando la situazione regionale nel complesso, sono invece 15.932 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 599 in più rispetto a giovedì. Continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.852 (189 in più), ma purtroppo anche i decessi, passati da 1.811 a 1.902: 91 in più, quindi, di cui 18 residenti nella provincia di Piacenza, 9 a Parma, 9 a Modena, 31 a Bologna, 3 a Ferrara, 2 a di Forlì-Cesena e 4 a Rimini.
Positiva, invece, l’analisi all’interno dei reparti ospedalieri. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 364, due in meno rispetto a giovedì, e si sono registrati 29 ricoverati in meno anche nei reparti non di terapia intensiva, 3.915 ieri rispetto ai 3.944 pazienti che si contavano giovedì. —
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