Diciannove anziani contagiati nelle case di riposo di Reggio
L’Asp “Città delle Persone” risponde alla richiesta di informazioni Nessun caso certificato di morte con Covid ma i decessi sono aumentati
REGGIO EMILIA
Al 31 marzo gli anziani dell’Asp “Reggio Emilia-Città delle Persone” contagiati dal Covid sono 19 mentre non c’è alcun decesso che sia stato ufficialmente attribuito alla malattia (nell’ultimo trimestre però i morti all’interno di queste strutture sono dieci in più rispetto all’analogo periodo dello scorso anno). L’Azienda di servizi alla persona ha risposto con una nota alle domande che da più parti erano state avanzate. Nei giorni scorsi la consigliera comunale di Alleanza Civica Cinzia Rubertelli aveva fatto una richiesta di accesso agli atti per chiedere questi dati.
L’Asp rende noto che «i dati relativi alla positività sia di ospiti che di lavoratori delle strutture gestite dall’Asp sono dati di natura sanitaria che potranno essere divulgati d’intesa con la autorità sanitaria sulla base di verifiche in corso». I contagiati sono 19 «ma siamo in attesa del riscontro di ulteriori esiti di tamponi che sono stati eseguiti anche in via precauzionale in modo massiccio nei giorni scorsi», mentre per i dipendenti in malattia a quella data solo uno ha comunicato di aver contratto il virus.
Al momento non ci sono decessi certificati per Coronavirus. «Nelle strutture residenziali per anziani di Asp, rispetto ai 592 posti letto autorizzati, a cui si aggiungono anche 70 posti utilizzati di casa di riposo, nel primo trimestre dell’anno si sono registrati 72 decessi, con un incremento sull’analogo periodo dello scorso anno di 10 unità». Un dato che appare non insignificante.
«Si precisa che, in caso di sintomatologia compatibile tra gli utenti, si è provveduto, nel caso di necessità, oltre all’attivazione di percorsi terapeutici messi in campo dal personale sanitario, all’invio al pronto soccorso o a proporre il ricovero ospedaliero; ovvero a segnalare eventuali casi sospetti per le indagini e gli esami di competenza al Servizio di Igiene pubblica dell’Ausl. Tutte queste azioni hanno tenuto in considerazione le caratteristiche dell’utenza da noi assistita, la cui età media è di circa 85 anni, spesso con situazioni di pluripatologie e con condizioni di fragilità dipendenti da non autosufficienza fisica o sensoriale o psichica».
Tutte le case per anziani della provincia hanno provveduto a realizzare zone “rosse” per isolare i contagiati. L’Asp assicura di aver rafforzato le misure di protezione individuale dal rischio contagio, in coerenza con le indicazioni delle autorità sanitarie. «Dell’eventuale presenza di casi di positività sono stati informati con comunicazioni ufficiali i dipendenti della struttura interessata, il medico competente ed i familiari degli ospiti della struttura o del nucleo interessate , ferme restando le comunicazioni individuali che sono continuate ad intercorrere tra i medici e personale con i singoli parenti, per informazioni e aggiornamenti sullo stato di salute dei propri cari per i quali è stato attivato anche un servizio di videochiamate. Con separate comunicazioni sono stati informati dell’esistenza di presenza del virus i fornitori di servizi esterni». L’aspetto della trasparenza è importante perché in altre strutture della provincia (che non centrano con l’Asp di Reggio) si è a conoscenza di casi di parenti di ricoverati che hanno appreso dai giornali di morti e contagiati tra gli ospiti. —
J.D.P.
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