Gazzetta di Reggio

Reggio

In provincia quasi 3mila contagiati Altri quindici decessi in un giorno

Leonardo Grilli

Aumenta il distacco del nostro territorio, primo in regione per malati. Ma dei nuovi pazienti nessuno è in terapia intensiva

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reggio emilia

Quasi tremila contagiati su una popolazione di poco più di 532mila residenti e 279 decessi dall’inizio dell’epidemia chiaramente riconducibili al Coronavirus. Dati ancora in aumento, quelli che riguardano la nostra provincia e aggiornati alle 12 di ieri. Mentre, uno dei pochi aspetti positivi fino ad ora, non crescono le persone ricoverate nelle terapie intensive del territorio, vero collo di bottiglia di tutta questa emergenza sanitaria.

Nel dettaglio sono 108 i nuovi casi in provincia su un totale di 2.963 pazienti che hanno contratto il Covid-19: 95 quelli in isolamento domiciliare (1.885 complessivi) e 13 ricoverati in reparti normali degli ospedali (949 in totale). In crescita ancora il numero dei guariti, 247 fino a ieri, dato che purtroppo ancora non riesce a superare l’incremento dei decessi.

Altri quindici i reggiani morti in 24 ore, stroncati dal virus. Di questi – 13 uomini e due donne, quasi tutti sugli 80 anni – sei erano residenti a Reggio Emilia e gli altri ad Albinea, Bibbiano, Casina, Luzzara, Montecchio, Novellara, due a Poviglio e Scandiano.



Complessivamente sono 16.540, invece, i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 608 in più rispetto a venerdì, con 3.393 tamponi effettuati in un giorno. In totale sono 7.166 le persone in isolamento a casa con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi (214 in più) mentre quelle ricoverate in terapia intensiva sono 358, 6 in meno. E si sono registrati 56 ricoverati in meno anche nei reparti non di terapia intensiva (3.859 ieri rispetto ai 3.915 che si contavano venerdì). I decessi sono purtroppo passati da 1.902 a 1.977: 75 in più, di cui 51 uomini e 24 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire anche le guarigioni che raggiungono quota 2.040 (188 in più), 1.352 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite” e 688 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse e riguardano, oltre ai casi reggiani, 12 residenti nella provincia di Piacenza, 25 in quella di Parma, 6 in quella di Modena, 10 in quella di Bologna (nessuno in territorio imolese), uno a Ferrara, 2 nella provincia di Ravenna, uno a Forlì-Cesena e 2 in quella di Rimini. Un decesso si riferisce infine a un residente fuori regione.

I casi di positività sul territorio regionale riguardano, oltre a Reggio Emilia prima in classifica, 2.842 persone a Piacenza (31 in più rispetto a venerdì), a Parma 2.201 malati (118 in più), a Modena 2.551 (53 in più), 2.127 a Bologna (86 in più), a Imola 302 (4 in più), a Ferrara 474 (106 in più), a Ravenna 688 (32 in più), 924 a Forlì-Cesena (di cui 485 a Forlì, 38 in più, e 439 a Cesena, 20 in più), e a Rimini 1.523 (12 in più).



Il bilancio quotidiano, nel complesso, può – e deve – preoccupare ma vi sono comunque degli aspetti positivi. Segnali che il sacrificio del personale sanitario e quello – minore ma importante – di chi è chiuso in casa sta dando i suoi frutti. A lanciare dei barlumi di speranza è il commissario ad acta regionale, Sergio Venturi, durante il consueto aggiornamento in diretta su Facebook.

Aggiornamento durante il quale ha citato Reggio Emilia due volte. La prima per elogiare alcuni Comuni che ancora non hanno cittadini contagiati dal virus e la seconda per raccontare della donazione di mascherine «arrivata dalla Cina. Ventimila pezzi raccolti da privati e destinati esplicitamente al Centro internazionale Loris Malaguzzi, a Reggio Children e all’Istituzione scuole e nidi d’infanzia della città».

A livello regionale Venturi ha poi raccontato come sia «molto buono il numero dei sei pazienti in meno in terapia intensiva, il dato più alto dall’inizio dell’epidemia. Ma ce n’è anche un altro altrettanto significativo: i 56 posti letto in più negli altri reparti a causa della dimissione di altrettanti malati». Vi è infine un terzo dato positivo secondo il commissario regionale: «I guariti che, per la prima volta, complessivamente superano il numero dei decessi. Un dato che mi auguro si distanzi sempre più». —



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