Gazzetta di Reggio

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l’azienda di batterie 

Kaitek, niente ammortizzatori con le ferie regalate tra colleghi

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REGGIO EMILIA

Nonostante molti dei 52 dipendenti siano inattivi o parzialmente impegnati a causa del fermo della produzione, la reggiana Kaitek Flash Battery (leader italiano nella produzione di batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici) non fa ricorso alla cassa integrazione e, contemporaneamente, lancia un’iniziativa di solidarietà tra i dipendenti.

«Di fronte all’emergenza che stanno vivendo tante imprese e tante famiglie – spiega Marco Righi, amministratore delegato dell’azienda che sta ultimando il nuovo stabilimento a Sant’Ilario, dove si trasferirà da Calerno – abbiamo scelto di utilizzare le nostre risorse, e non quelle pubbliche, per garantire la piena retribuzione ai dipendenti che non possono ricorrere allo smart working e sono inattivi o impegnati – da lunedì prossimo - in un ridotto numero di ore nelle attività che riprenderanno in azienda a beneficio dei clienti, e tra questi alcuni leader dell’agroalimentare italiano impegnati in produzioni essenziali». In tal modo, prosegue Righi, «non solo sarà possibile dirottare ad altri i fondi stanziati per gli ammortizzatori sociali, ma i nostri collaboratori che stanno usufruendo di ferie non subiranno le decurtazioni che caratterizzano gli stessi ammortizzatori sociali».

Restava però aperto il problema del consumo forzato di ferie rispetto ai dipendenti che possono usufruire dello smart working, spiega Righi. Proprio da qui, seguendo l’esempio di una importante azienda di vetture da corsa del parmense, è partita un’iniziativa solidale cui stanno aderendo proprio i lavoratori che svolgono le abituali mansioni dalle loro abitazioni».

In sostanza, Kaitek Flash Battery ha creato una “banca ore solidale” nella quale i dipendenti attivi in smart working e quelli presenti in azienda “depositano” le ore di ferie che intendono donare ai colleghi attualmente inattivi, affinché questi non vadano a ridurre eccessivamente o ad azzerare la possibilità di usufruire, in futuro, di periodi di riposo retribuiti.

«La risposta – sottolinea il manager – è stata eccezionale, tanto che in pochissimo tempo sono già state depositate ben 1.200 ore di ferie, che saranno distribuite tra i dipendenti che stanno consumando quelle che ciascuno ha maturato. La priorità sarà naturalmente assicurata a quanti rischiano di ritrovarsi con un saldo negativo di ore di ferie alla fine di questo periodo di emergenza, puntando a garantire almeno 40 ore di ferie residue anche a chi oggi è già in negativo».

Anche la raccolta della banca ore ha tenuto conto delle differenze oggettive delle diverse situazioni: «I dipendenti che hanno meno di 100 ore di ferie - spiega al proposito Righi - sono stati sconsigliati rispetto alla donazione, mentre l’invito si è rivolto soprattutto a chi vanta cospicui patrimoni di ferie da usufruire. La risposta è stata davvero straordinaria, tanto da renderci commossi e orgogliosi di far parte di questa squadra». —

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