L’appello dei sei medici dell’ambulatorio Covid «Cittadini, state a casa»
Hanno scritto una lettera aperta per lanciare un messaggio netto e chiaro: «L’emergenza non è finita». Assieme lavorano nell’ambulatorio di via Ospedale
SAN MARTINO IN RIO
«Credete in noi, state a casa». È appello rivolto a tutti i cittadini da sei medici, conosciuti e stimati, che per fronteggiare l’emergenza Covid-19 hanno aperto un ambulatorio in via Ospedale 29 e che ora sentono la necessità di lanciare un messaggio forte e chiaro. Perché l’emergenza non è finita.
«Carissimi concittadini – scrivono – siamo le sei persone di San Martino che, probabilmente, riescono a nominarvi uno per uno: per le nostre attività e professioni vi conosciamo tutti e ci conosciamo da tempo. In queste settimane condividiamo con voi le sofferenze con chi è ammalato, l'angoscia con chi è in ospedale, il dolore per chi non c'è più. Ma anche la grande gioia con chi esce dalla malattia e rincontra i propri cari, con chi si riappropria della sua vita. Non a tutti, però, è concesso questo privilegio. A molti è concesso il grande bene della salute, con l'unica sofferenza della privazione di una passeggiata, di un abbraccio e del lavoro. Se credete a noi, se ci siamo guadagnati qualche merito, con la stessa fiducia con cui vi siete rivolti e affidati a noi in tutti questi anni e giorni, vi chiediamo di ascoltarci anche ora: continuate a rimanere in casa, chi è in salute non sprechi questo privilegio, chi è positivo non diventi un pericolo e un rischio di morte per gli altri. La tempesta non è passata, ci siamo ancora in mezzo: solo proprio pochi giorni fa abbiamo dovuto aumentare i nostri sforzi con l'apertura di un ambulatorio Covid. Non illudetevi che qualche contagiato in meno sia una conquista perenne: può svanire immediatamente se abbassiamo la guardia. Pensate che stiamo costruendo un castello di carte: forse siamo alle prime due carte in piedi e pensate a quanto poco ci vuole per far cadere tutto e ricominciare da capo. Le carte da rimettere in piedi sono ancora molte. Il sole ci chiamerà fuori, continuiamo a stare in casa, La stanchezza e la noia delle mura ci inviteranno ad uscire, continuiamo a stare in casa. Pensiamo di essere sani, continuiamo a stare in casa. Non arrendetevi ora: questo è il momento di resistere, è ora che si decidono le sorti di questa guerra. Ricordate che il nemico sarà anche invisibile, ma i morti no. Resistete a casa, passerà prima. E pensate a quanto sarà dolce il sapore del ricordo del pericolo superato, quando si sarà al riparo dalla tempesta. Contiamo su di voi». —
Flavio Avantaggiato, medico di Medicina Generale
Lorenzo Culzoni, medico di Medicina Generale
Filippo Alberto Filetti, medico di Medicina Generale
Pietro Penna, medico di Medicina Generale
Katia Pigozzi, medico ambulatorio Covid
Morena Pellati, medico geriatra, direttore Distretto Correggio-Guastalla
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